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Id_UT Toponimo Comune Tav_IGM Masl Tipologia_UT Tipologia_Sito Descrizione X Y Compilatore Responsabile m x m Ha Latitudine Longitudine Anomalia
R1 Contrada Palma Ramacca F. 269 III NE 82 Area di frammenti n.d. Contrada Palma è situata immediatamente a N del corso del fiume Gornalunga: l’area è densamente coltivata, solo in parte come agrumeto. Lo sfruttamento agricolo intensivo ha modificato profondamente il paesaggio locale: in particolare, questo settore di Contrada Palma è stato profondamente modificato dalla costruzione di due bacini artificiali. L'area di frammenti fittili (m 5 x 5) è stata individuata in un agrumeto di recente piantumazione: la distribuzione dei reperti risultava omogenea nell’intero areale. I materiali rinvenuti consistono in frammenti di tegole riconducibili a età romana, rozza terracotta e ceramica fine da mensa (Sigillata D). Precedenti ricognizioni condotte nell’area da E. Procelli avevano in passato documentato la presenza a Contrada Palma di ceramica preistorica. Si segnalano i resti di un selciato stradale, realizzato in basole di forma rettangolare, probabilmente di età borbonica 473476 4141868 Laureanti 2007 5 x 5 0.0025 37.423244 14.700228 GOOGLE MAPS
R100 Poggio Callura Palagonia F. 269 II SO 58 Area di frammenti n.d. Poggio Callura è una bassa collina ubicata in una vasta area compresa tra la SS 417 a N e la SP 74 a S. La sommità del poggio è incolta e la ricognizione non ha identificato elementi di interesse. Un'area di frammenti (m 250 x 200) è stata identificata nell'agrumeto che si estende ai piedi del versante orientale del poggio: i materiali sono distribuiti nell'area in maniera disomogea, concentrati lungo i lati E e S dell'agrumeto, forse perchè prodotti del dilavamento dalla collina. I materiali rinvenuti durante la ricognizione sembrano attestare un'occupazione del sito già nel Neolitico, come è testimoniato dalla presenza di un frammento di ceramica a decorazione incisa, riconducibile alla cultura di Stentinello e di industria litica in selce e quarzite; la presenza di frammenti attribuibili alla facies di Castelluccio indica una nuova frequentazione dell'area nel Bronzo Antico 483054 4136515 Privitera 2003 250 x 200 0.9 37.375218 14.8086
R101 Poggio Sciccaria Palagonia F. 269 II SO 77 Area di frammenti n.d. Poggio Sciccaria è una bassa collina (m 101 metri slm), ca m 400 a S della SS 417. Al momento della ricognizione la sommità del poggio era priva di coltivazioni, mentre il terreno circostante era occupato da agrumeti. L'area di frammenti fittili (m 30 x 30) si estende all'interno di un agrumeto, situato ai piedi del versante SE della collina: sono stati rinvenuti 17 frammenti attribuibili alla facies di Castelluccio, tra i quali l'orlo di un grosso pithos, cinque frammenti della vasca e uno del piede di bacini su alto piede e alcune schegge di selce: si segnala, inoltre la presenza di quattro frammenti di macine di pietra lavica. Ricerche condotte negli anni Settanta del secolo scorso (Recami, Mignosa, Baldini 1982-1983, p. 43) avevano segnalava il rinvenimento nell'area di frammenti neolitici delle facies di Diana e di Castelluccio 482392 4136380 Privitera 2003 30 x 30 0.09 37.374031 14.823631
R102 Contrada Callura I Palagonia F. 269 II SO 44 Area di frammenti n.d. La Contrada Callura è situata a ca. m 700 a S della SS 417, ed è accessibile dalla SP 74: essa consiste in un ampia area pianeggiante nella quale prevale la coltivazione di agrume, delimitata a S dal canale della bonifica Callura. L'area oggetto della ricognizione si estende a E della SP 74, ed è tagliata in senso SE-NO da una strada sterrata senza uscita che delimita le proprietà. Nel corso della ricognizione sono state individuate 3 aree di interesse. L'area di frammenti R102 (m 40 x 40) è situata nell'agrumeto in proprietà Re, a S della strada sterrata: nonostante la scarsa visibilità, è stato possibile documentare l'abbondante presenza di frammenti distribuiti in maniera omogenea. Il materiale rinvenuto indica il lungo arco cronologico entro il quale l'area è stata frequentata. Si segnala la presenza di materiale preistorico, databile al Bronzo antico e medio; il rinvenimento di ceramica della facies del Finocchito e di Licodia Eubea parrebbe testimoniare l'esistenza di un insediamento anche nell'età del Ferro, la cui vita si protrasse nei secoli VI-III a.C., come indica la ceramica a vernice nera; la presenza di frammenti di Sigillata Italica e Sigillata Africana D è evidente prova della persistenza attività di un sito rurale anche in età imperiale, probabilmente in rapporto con la vicina l'UT R103 484390 4136379 Privitera 2003 40 x 40 0.14 37.374016 14.823693
R103 Contrada Callura II Palagonia F. 269 II SO 43 Area di frammenti Fattoria L'area di frammenti fittili è situata in Contrada Callura (vedi scheda UT R102). L'area oggetto della ricognizione si estende a E della SP 74, ed è tagliata in senso SE-NO da una strada sterrata senza uscita che delimita le proprietà. A N della strada, nell'agrumeto di proprietà Pirracchio, è stata individuata un'ampia area di frammenti (m 100 x 80) che si distribuivano in maniera omogenea: insieme al numero notevole di frammenti di tegole, si segnala la presenza di frammenti pertinenti a un lungo arco cronologico. I numerosi frammenti di ceramica a venirce nera, di ceramica comune e di anfore databili tra V e III sec. a.C. fanno ipotizzare l'esistenza di una fattoria attiva tra l'età classica e l'età ellenistica; la presenza di un frammento di Sigillata Orientale A e di frammenti di Sigillata italica suggerisce che la vita nel sito proseguì in età repubblicana. Abbondante è la documentazione per l'età imperiale: infatti, i materiali rinvenuti durante la ricognizione indicano la persistente attività di una fattoria di grandi dimensioni la cui attività è databile ininterrottamente dal I al VI sec. d.C., con una fase di massima espansione nella tarda antichità 484285 4136634 Privitera 2003 100 x 80 0.8 37.376318 14.822508
R104 Contrada Callura III Palagonia F. 269 II SO 42 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili è situata in Contrada Callura (vedi scheda UT R102). L'area oggetto della ricognizione si estende a E della SP 74, ed è tagliata in senso SE-NO da una strada sterrata senza uscita che delimita le proprietà. L'area di frammenti è stata identificata a ca m 250 a NE dall'UT 103, compresa in un agrumeto. La ricognizione ha messo in luce un'area di frammenti (m 20 x 35) costituita per la maggior parte da ceramica comune riconducibile alle fasi post-classiche; si segnala la presenza di un frammento di Sigillata Africana D 484470 4136796 Privitera 2003 20 x 35 0.85 37.377776 14.824594
R105 Poggio Tecchio Palagonia F. 269 II SO 42 Area di frammenti Frequentazione Poggio Tecchio è una bassa collina (m 77 slm) situata a SE della SP 74, raggiungibile da una strada sterrata. L'intera area circostante è densamente coltivata ad agrumeto, e tale elemento ha ostacolato la ricerca sul campo: le ricognizioni ripetute in periodi diversi dell'anno non hanno evidenziato la presenza di aree di interesse se non sul fianco NE della bassa altura. L'area di frammenti (m 5 x 5) è situata all'interno di un agrumeto: i rari frammenti sono distribuiti nell'area in maniera non omogenea; tra i reperti si segnala la presenza di un'ansa di rozza terracotta, della quale non è stato possibile identificare la forma originaria, e di un frammento di Sigillata Africana D 484394 4135529 Privitera 2003 5 x 5 0.0025 37.366359 14.823757
R106 Poggio Raffo Palagonia F. 269 II SO 146 Area di frammenti n.d. Poggio Raffo è una collina che raggiunge l'altezza massima di m 216 metri slm situata a NE di Palagonia. Dall'area provengono materiali sporadici in deposito nei magazzini del Museo Civico di Ramacca: consistono in frammenti di selce e di rozza terracotta (IV-V sec. d.C.) di cui non è possibile ricostruire la forma originaria. Dalla ricognizione condotta nell'area della collina (ha 20) e delle sue immediate dipendenze, spesso difficoltosa perché il terreno presenta una fitta vegetazione, non sono emersi elementi nuovi, per cui si può solo ipotizzare una frequentazione del sito in età preistorica, documentata dalle tracce di lavorazione della selce, e una presenza nella tarda antichità 479677 4133113 Privitera 2003 37.344485 14.770551
R107 Contrada Trefontane Palagonia F. 269 II SO 144 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili (m 30 x 30) è situata in Contrada Trefontane, a E del centro di Palagonia. La ricognizione dell'area è difficoltosa a causa dell'estensiva coltivazione ad agrumeto. L'area di frammenti (m 40 x 30) è stata individuata in un terreno incolto (ha 2,27) situato a N della SS 385, che ne costituisce uno dei limiti. Il materiale rinvenuto è costituito da alcuni frammenti di rozza terracotta di cui non è stato possibile ricostruire le forme originarie, da frammenti di vetro, da molti frammenti di ceramica invetriata e da frammenti di marmo con tracce di decorazione (cordoni paralleli in rilievo). Pertanto si può ipotizzare che l'area sia stata sede di un insediamento di età tardo - imperiale e medievale. Il ritrovamento di materiale medievale potrebbe essere messo in relazione con la notizia dell'esistenza nel XII secolo in questa contrada di un casale e di una chiesa (Pirri 1733, I, p. 622; Amico 1858-1859, p. 241; Massa 1709, II, p. 253), della quale rimangono i resti di una colonna oggi inglobata in una proprietà privata 479939 4132199 Privitera 2003 40 x 30 0.09 37.336261 14.773545
R108 Poggio Fiumefreddo Lentini F. 269 II SO 127 Area di frammenti n.d. Poggio Fiumefreddo (m 174 slm) sorge nell'area delimitata a O e a N dal vallone omonimo, a S dalla SS 385: la sommità è (ha 3,6 ) accessibile solo dal versante meridionale, data l'asperità delle altre pareti. L'altura si trova in una posizione che permette di controllare il corso del fiume Fiumefreddo che scorre a N e quindi la Piana di Catania. La ricognizione dell'intera area ha evidenziato due aree di concentrazione di frammenti, rispettivamente in corrispondenza del pendio settentrionale (R107a: 482937, 4132173) e sul settore SO del pianoro sommitale (R107b: 482687, 4131878). I frammenti rinvenuti ai piedi del versante settentrionali del colle (R107a) si estendono lungo una fascia di m 3 x 7): a causa della pessima visibilità e alla recente costruzione di un bacino di irrigazione non è possibile individuare la totale estensione dell'areale; la ceramica è attribuibile alla facies di Castelluccio, forse pertinenti a un insediamento situato sul colle, e quindi oggi a valle per il dilavamento del terreno. Sulla sommità del poggio, a SO, in un pianoro incolto, nonostante la visibilità non eccellente è stata identificata un'ampia area di frammenti (R107b) in gran parte concentrati lungo il pendio meridioanale scosceso (m 100 x 30). Il materiale rinvenuto attesta la presenza di un abitato preistorico inquadrabile in un arco cronologico che va dall'Eneolitoco al Bronzo antico (facies di Castelluccio), al Bronzo Medio (facies di Thapsos): la frequentazione del sito in età preistorica è attestata anche dai numerosi manufatti litici e schegge (selce e quarzarenite). Un insediamento sul pianoro si installa nell'età del ferro, come attesta la presenza di numerosi frammenti di ceramica indigena attribuibili alla facies di Licodia Eubea che datano a partire dall'VIII sec. a.C. fino all'età arcaica: notevole è la presenza di materiali greci di importazione come indicano i frammenti di ceramica protocorinzia e di anfore SOS, testimonianze dell'importazione di prodotti agricoli di pregio come l'olio. Dopo un apparente iato, l'insediamento torna attivo tra IV e III secolo, come attestato da frammenti di ceramica a vernice nera e di ceramica comune. Ai margini del versante SO del pianoro, nei pressi dell'area di frammenti R107b, sono stati identificati tratti di muri, identificati come possibli mura di fortificazione: il tratto meglio preservato, con un andamento EO, è disposto a L, si conserva per una lunghezza totale di m 32,70 (h m 1,35, spessore m 0,70). L'osservazione dell'opera - blocchi sbozzati (m 0,60 x 40 x 35) e disposti in filari sovrapposti - in condizioni di scarsa visibilità non rende possibile proporre una cronologia della struttura; la disposizione dei filari lungo le isoipse in corrispondenza dei dislivelli del poggio sembrano indicarne la natura di mura di terrazzamento 482687 4131878 Privitera 2003 100 x 30 0.03 37.33342 14.804564
R109 Masseria Beneventano Lentini F. 269 II SO 110 Area di frammenti n.d. Un'area di frammenti fittili è stata individuata ai margini NE di Poggio Fiumefreddo (vedi UT R108): la ricognizione condotta all'interno di un uliveto raggiungibile dalla SS 385, a circa 300 metri dalla masseria Beneventano, ha evidenziato la presenza di una rada area di frammenti fittili (m 20 x 20). La presenza di una scheggia di basalto tra il materiale rinvenuto potrebbe indicare una frequentazione del sito già in età preistorica; il resto dei materiali sembra attestare un'occupazione del sito in età protostorica e poi, dopo un lungo periodo di abbandono, in età tardo imperiale, come attestano i frammenti di rozza terracotta e l'orlo di un'anfora da trasporto databile tra III e V sec. d.C. 483471 4131850 Privitera 2003 20 x 20 0.04 37.33318 14.813415
R10a Monte Turcisi I Castel di Iudica F. 269 II NO 303 Area di frammenti Phrourion Monte Turcisi (m 303 slm) è un'altura dalle pareti scoscese che domina da E la Piana di Catania, estema propoaggine dei monti Erei che s'incunea tra la valle del Fiume Dittaino a N e la valle del fiume Gomalunga a S. Sulla sommità del monte sono i resti di un phourion costruito in opera di blocchi calcarei isodomi: scoperto negli anni Settanta del secolo scorso da E. Procelli, il sito è attualmente oggetto di ricerche da parte di M. Jonasch. La ricognizione condotta sulla superficie del sito negli anni 2002-2004 non aveva identificato aree di frammenti, se non frammenti sporadici databili tra l'età arcaica e l'età ellenistica 477887 4150062 Saitta 2005 100 x 150 1.5 37.497217 14.749834
R10b Monte Turcisi II S Castel di Iudica F. 269 II NO 132 Area di frammenti n.d. Un'area di frammenti fittili (m 30 x 30) è stata individuata sotto le pendici meridionali di Monte Turcisi (R10), lungo un terreno pianeggiante, interamente arato, adibito alla coltivazione di grano. La ricognizione dell'area ha individuato numerosi frammenti preistorici che datano la frequentazione più antica dell'area tra l'Eneolitico tardo e il Bronzo Antico 477886 4150061 30 x 30 0.09 37.497217 14.749834
R10c Monte Turcisi III O Castel di Iudica F. 269 II NO 215 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili (m 200 x 40) si estende lungo le pendici O del monte e lungo il pignoro che dal rilevo montuoso si allunga verso O. La maggioranza dei reperti rinvenuti nel corso delle ricognizioni ripetitute è costituita da ceramica datata tra il periodo arcaico e il periodo classico, distribuita in maniera omogenea lungo le pendici occidentali a quote diverse, mentre ceramica ellenistica è stata trovata, esclusivamente, sulla spianata occidentale. A causa della visibilità scarsa, dovuta dalla copertura discontinua di manto erboso, l'area sommitale non ha restituito molti ritrovamenti ad eccezione di qualche strumento litico di alcuni orlo, frammenti di contenitori da trasporto e di un frammento di bacile di maiolica siciliana 477477 4150198 80 x 100 0.8 37.498438 14.745195
R11 Contrada S. Giovanni Bellone Castel di Iudica F. 269 II NO 359 Area di frammenti Fattoria Ricognizioni ripetute hanno identificato un'area di frammenti fittili sulle pendici meridionali di monte San Giovanni, situato a NO rispetto a Monte Turcisi e a circa 3 Km da Borgo Franchetto. L'altura, lambita ad O dalla diramazione settentrionale della SP 102, è adibita alla coltivazione di cereali. Una strada sterrata, che si apre sotto il pendio settentrionale del rilievo, vicino al piccolo borgo di S. Giovanni Bellone, oggi quasi del tutto abbandonato, conduce alla sommità dell'altura, dove è possibile osservare un fenomeno di vulcanesimo secondario. Durante le ricognizioni è stato possibile osservare come i materiali, sicuramente trasportati dal dilavamento, si concentrassero tutti sulle pendici meridionali dell'altura, in un'area molto vasta, senza alcuna distribuzione specifica. Dai materiali rinvenuti, si evince che la frequentazione del sito iniziò già in età preistorica, come testimoniano i frammenti di selce e di ceramica che si datano dall'Eneolitico al Bronzo Antico (facies di Castelluccio). All'alta densità di rinvenimenti preistorici fa eco il numero esiguo di frammenti pertinenti ai periodi successivi; l'età arcaica è rappresentata da tre frammenti, uno di anfora o hydria con ansa a bastoncello, uno di coppetta di fabbricazione indigena ed uno di anfora cosiddetta "ionico massaliota". I materiali riconducibili alla fase di frequentazione ellenistica sono riferibili all'ambito domestico (fr. di orlo di un mortaio, IV sec. a.C.; fr. di terracotta figurata). Non sono stati identificati reperti databili tra la fine dell'età repubblicana e il I sec. d.C.: l'area fu probabilmente di nuovo abitata a partire dalla media età imperiale, come attesta la presenza di Sigillata Africana databile alla prima metà del III sec. d.C. (Lamboglia 43) 474490 4150284 Saitta 2005 80 x 50 0.4 37.499131 14.711397
R110 Vallone Petroso Catenanuova F. 269 I SO 213 Area di frammenti n.d. L'area indagata è ubicata a NO di Sferro, compresa in un territorio dalla conformazione argillosa e brulla, che prende il nome da un stretta valle fluviale che l'attraversa in senso EO. La ricognizione è avvenuta in prossimità del torrente, area a visibilità assai scarsa, in parte coltivata ad uliveto: l'area di frammenti (m 10 x 20) si estende al di sotto del cavalcavia al km 18 della SP 24bis: in prossimità del torrente sono stati rinvenuti rari frammenti di ceramica romana pertinenti ad anfore da trasporto della tarda età imperiale e tegole. A ca m 10 a NE dell'area dei frammenti è stata individuata una tomba a grotticella artificiale, scavata in un costone roccioso di calcare. La tomba appare visibilmente rimaneggiata, allargata e provvista di un ingresso a mattoni per essere probabilmente adibita a magazzino o a stalla per il ricovero degli animali da pascolo. La struttura funeraria presenta un ingresso rivolto a SE; gli assi misurano rispettivamente m 3,97 (larg.) e 4,71 (prof.), mentre la sezione curva raggiunge un'altezza massima di m 2,14 (fig. X) 474114 4159320 Maria 2008 10 x 20 0.02 37.580566 14.706824
R111 Masseria Cuba Catenanuova F. 269 I SO 130 Area di frammenti Fattoria L'area di frammenti fittili è situata in prossimità della masseria Cuba, edificio rurale che sorge a ca m 130 dalla SS192, a N del fiume Dittaino. Le ricognizioni, ripetute in varie condizioni di visibilità, si sono concentrate un'ampia area (ha 14,09) incolta. La ricerca sul campo ha individuato una vasta area di frammenti (m 150 x 200), la cui distribuzione non è omogenea. Nel settore N si concentra una notevole quantità di frammenti di ceramica e manufatti di industria lirica attribuibili alla cultura di Castelluccio e un frammento di ciotola carenata del tipo Rodì-Tindari-Vallelunga. Su tutta l'area, in maniera omogenea, è stato rinvenuto materiale cronologicamente inquadrabile in età imperiale, in particolare laterizi, Sigillata africana (A-C-D) e una abbondante quantità di frammenti e anse di anfore da trasporto 474236 4156533 Maria 2008 150 x 200 3 37.555449 14.708315
R112 Fondaco Cuba Centuripe F. 269 I SO 122 Area di frammenti n.d. Il fondaco Cuba è situato a S dell'area in cui è stata individuata l'UT R11, separate dalla SS 192. L'edificio che sorge al centro dell'area era il fulcro nel Feudo di Cuba: alcuni cenni sulla storia del feudo ci sono dati dal J.W. Von Goethe che alloggiò nell'edificio nel 1787 e ne appuntò la storia (Goethe, Viaggio in Italia, p. 185). Oggi l'edificio è in rovina: la struttura è costituita da un complesso architettonico con sviluppo longitudinale adibito a stalla, ubicato a destra del nucleo più antico dell'edificio a due elevazioni, che un tempo era una locanda. L'edificio è circondato da un vasto campo coltivato a grano (ha 4,5): la ricognizione, condotta in occasione dell'aratura, ha identificato un'area ( m 30 x 20) di rari frammenti pertinenti soltanto ad anfore della tarda età imperiale e di ceramica comune 474061 4156446 Maria 2008 30 x 20 0.6 37.55466 14.706326
R113 Monte Pietraperciata Centuripe F. 269 I SO 157 Area di frammenti n.d. Il monte Pietraperciata (m 205 slm) si innalza a S0 di Centuripe, a N del fiume Dittaino. Il toponimo deriva superficie dello sperone roccioso si presenta alveolata a causa dell'azione erosiva del vento. A causa della condizione di scarsa visibilità dovuta alla vegetazione, le ricognizioni in quest'area sono state ripetute più volte. Sulla sommità dell'altura è stato rinvenuto un frammento di ansa a rocchetto della facies di Diana, indizio della più antica frequentazione dell'area. Nel corso della ricognizione condotta nell'ampia area incolta ai piedi del versante SE dell'altura, è stata individuata un'area di frammenti (m 20 x 20) di ceramica della facies di Castelluccio. Sulla parete sovrastante si affacciano delle escavazioni artificiali, due delle quali sono da identificare come tombe a "tholos", cronologicamente riconducibili all'orizzonte culturale del Bronzo medio (facies di Thapsos). La tomba che si è meglio conservata si trova sul lato SE del massiccio roccioso, al di sopra dell'area di frammenti, con l'ingresso è rivolto a S. La pianta della tomba è quasi circolare: gli assi che misurano rispettivamente m 2,08 (larg.) e 1,75 (prof.); il profilo è "tholoide" con una altezza massima di m 1,50 (fig. X). La seconda tomba è ubicata a circa m 10 dalla prima in direzione E: la pianta è circolare con ingresso rivolto a S, visibilmente rimaneggiato per accogliere il bestiame da pascolo; gli assi della tomba misurano m 3,10 (larg.) e 3,20 (prof.) con una volta "tholoide" che ha un altezza massima di m 2,64 (fig. X). Entrambe le tombe sono raggiungibili percorrendo dei sentieri intagliati nella roccia arenaria. È probabile che tali strutture siano state rimaneggiate in età successive 477004 4155669 Maria 2008 20 x 20 0.04 37.547735 14.739681
R114 Masseria Accitella Centuripe F. 269 I SO 335 Area di frammenti Fattoria La masseria di Accitella si trova a circa km 3 km a SE dell'abitato di Centuripe, su un ampio pianoro collocato su un alto costone roccioso (m 335 slm). La ricognizione è stata condotta sulla sommità del pianoro, ampia area coltivata a grano. L'area di frammenti fittili è assai ampia (m 150 x 100): al momento della ricognizione, le condizioni di buona visibilità hanno permesso di seguirne l'estensione sulla superficie arata, osservando la distribuzione omogenea dei frammenti di pietrame tegole e ceramica. La maggior parte del materiale rinvenuto consiste in ceramica di età imperiale: fine da mensa, Sigillata africana (A-C-D); ceramica comune databile alla prima età imperiale (I-II sec. d.C.); anfore da trasporto (I-VI sec. d.C.); frammenti di macine romane in pietra lavica. La presenza contestuale di tali classi di materiali è un possibile indizio dell'esistenza di una ricca fattoria attiva dalla Prima età imperiale I-V sec. d.C.) fino all'Alto medioevo (IX-X sec. d.C.), periodo indiziato dal un frammento di pentola da fuoco del tipo decorato a stuoia. Ricognizioni ripetute anche nell'area circostante hanno appurato la presenza di frammenti sparsi 477853 4159120 Maria 2008 150 x 100 1.5 37.578861 14.749176
R115 Monte Guazzarano Centuripe F. 269 I SO 335 Area di frammenti n.d. Il monte Guazzarano è collocato ai margini N0 della piana di Catania. Poco distante dal fiume Dittaino, il monte è raggiungibile attraverso una strada sterrata che si diparte dal lato orientale dalla carreggiata della SP 92. L'altura di natura calcarea (m 440 slm), caraterizzata dalla presenza di una sorgente, domina le fertili valli pianeggianti coltivate a frumento. La ricognizione è stata condotta sulla superficie della sommità, arata al momento dell'attività sul campo. Nella vasta area (ha 12) sono state identificate due aree di frammenti distinte, R115a e R115b. La prima area di frammenti (R115a, m 15 x 10) si estende nel settore O del pianoro: fra i reperti rinvenuti si segnala la presenza di ceramica impressa della facies di Stentinello; un frammento di tazza di colore rosso corallino della facies di Diana e un frammento attribuibile alla cultura di S. Ippolito, con la tipica decorazione con motivi "a denti di lupo"; numerosi sono anche i frammenti di ceramica della facies di Castelluccio e le schegge di strumenti litici in selce, quarzarinite e basalto. La frequentazione in età greca è testimoniata da frammenti di ceramica a vernice nera databili tra il VI sec. a.C. e terzo quarto del IV sec. a.C. La ricognizione ha individuato un'altra area di frammenti (R115b, m 30 x 30) nel settore NO delle pendici del monte in prossimità della masseria Sciacca: all'interno di un campo arato coltivato a grano, è stata documentata la dispersione omogenea di pietrame, e frammenti di ceramica e di anfore attribuibili all'età imperiale (I-IV sec. d.C.). La presenza di una frequentazione del sito in epoca romana sembra essere confermata dall'analisi di alcune evidenze archeologiche rintracciate nella masseria Sciacca: qui si segnala il rinvenimento di un sarcofago (fig. X), attualmente utilizzato come abbeveratoio per gli animali. Il sarcofago a cassa (m 1,38 x 0,65 x 0,70) è ricavato in un blocco di pietra calcarea: fronte e fianchi non presentano tracce di decorazione; su uno dei lati maggiori, al centro, a cm 8 dalla base si trova il tipico foro per il deflusso dei liquidi si trova. Nel versante N dell'altura si segnala la presenza di una tomba a grotticella: l'accesso, rivolto verso N, si presenta assai rimaneggiato in età moderna: gli assi principali misurano m 2,80 (larg.) e 2,40 (prof.), mentre la sezione leggermente curva ha una altezza massima di m 1,5 (fig. X) 478232 4158218 Maria 2008 30 x 30 0.09 37.570743 14.7535
R116 Contrada Muglia Centuripe F. 269 I SO 321 Area di frammenti n.d. La Contrada di Muglia si estende su un rilievo di natura calcarea a m 280 slm, a N del corso del fiume Dittaino. All’area si accede direttamente dalla SP 92, dal lato occidentale. La ricognizione è stata condotta in un’ampia estensione incolta, quindi con una mediocre visibilità: le uniche strutture visibili sono quelle della vecchia masseria Muglia e di una chiesetta annessa, attualmente adibita a ricovero del bestiame di allevamento della fattoria. La prima area di frammenti (R116a, m 25 x 25) è stata individuata a SO della masseria, in un’area a scarsa visibilità a causa della vegetazione: i reperti si estendevano in maniera poco omogenea lungo il versante E della balza rocciosa. I frammenti indicano la lunga frequentazione dell’area in età preistorica, almeno dal Neolitico fino al Bronzo antico: infatti sono presenti frammenti attribuibili alla facies di Malpasso, S. Ippolito e Castelluccio. L’altra area di frammenti (R116b, m 30 x 15) è stata individuata nel settore E della contrada, in prossimità di una sorgente, all'interno di un campo arato nei pressi dei resti delle fornaci della miniera di zolfo attiva sino agli anni Venti. Il materiale indivituato consiste in frammenti di ceramica comune romana databile alla Prima età imperiale (I-II sec. d.C. e alto-medievale (IX-X sec. d.C.). La ricognizione dell’area di Muglia ha prodotto numerosi indizi della lunga storia insediativa che la contraddistingue con continuità a partire dal tardo Eneolitico (III millennio a.C.) fino all'antica età del Bronzo. Non sono documentate testimonianze della frequentazione dell'area in età greca: pochi sono gli elementi per delineare la consistenza dell’insediamento in età romana e altomedievale 477024 4158357 Maria 2008 30 x 15 0.1 37.571965 14.739816
R117 Monte Reina Centuripe F. 269 I SO 180 Area di frammenti n.d. A SE del Monte Guazzarano si estende un sistema di basse colline, tra le quali si alza il Monte Reina, raggiungibile attraverso una strada sterrata che si diparte dalla SP 50. L’area oggetto della ricognizione è un vasto sistema di campi coltivati (ha 17), arati al momento delle ricerche sul campo. L’area di frammenti fittili (m 70 x 70) si estende a E di una masseria: il campo presentava una distribuzione omogenea di tegole, pietrame e frammenti di ceramica. Tra i frammenti rinvenuti sono stati identificati numerosi esemplari di ceramica comune (I-V sec. d.C.), anfore da trasporto e ceramica da cucina. La presenza della notevole quantità di frammenti di tegole cronologicamente attribuibili a un arco di tempo che va dal I al V sec.d.C. rende ipotizzabile l’esistenza di una fattoria attiva in età imperiale; non ci sono elementi per inquadrare le fasi più antiche dell’insediamento, se non un frammento di ceramica a vernice nera datato al secondo quarto del III sec. a.C. Ai margini del terreno sono state rinvenute delle macine discoidali piano-convesse di basalto che per le caratteristiche tipologiche possiamo attribuire all'età dell'Antico Bronzo 481527 4155395 Maria 2008 70 x 70 0.5 37.545367 14.790891
R118 Masseria Quadararo Paternò F. 269 I SO 230 Area sepolcrale n.d. La ricognizione dell’ampia area a O del fiume Simeto ha compreso le ampie distese pianeggianti coltivate a grano di masseria Quadararo. Un’area di frammenti (m 5 x 5) è stata identificata alla distanza di km 1 a S0 dalla masseria, in un campo arato, coltivato a frumento: fra i pochi materiali rinvenuti, si segnala la presenza di ceramica comune, dalla cronologia non inquadrabile. A SE dalla masseria, a circa m 450 m è stata individuata una tomba a grotticella artificiale scavata sul fianco di un costone roccioso di calcare tenero e compatto: l'apertura della tomba è rivolta verso S. La grotticella è caratterizzata da un’anticella con sezione semicurva con un’alt. massima di m 0,65 e pianta rettangolare con i lati leggermente curvi di m 0,55m. di prof. e m 0,65 di larg; la cella, di pianta circolare, presenta un profilo tholoide di m 0,80 di alt. e un diametro di m 0,84 (fig. X) 483728.25 4156423.72 Maria 2008 5 x 5 0.0025 37.554674 14.815773
R119 Masseria Poira Paternò F. 269 I SO 316 Area sepolcrale n.d. A SE di Centuripe, all'interno dei confini amministrativi del comune di Paternò, si estende una vasta area coltivata a grano cui fa perno la Masseria Poira; l’area è raggiungibile attraverso una strada sterrata, che si diparte dalla SP 50. La Masseria sorge su una collina a m 316 slm, sulla quale si erge l’imponente struttura, ormai in precarie conduzioni , che i contadini del luogo chiamano “Castello della Baronessa di Poira”. La ricognizione, condotta in occasione dell’aratura, ha identificato a S della masseria un’area (m 5 x 5) che comprendeva frammenti e nuclei di selce, due macine discoidali piano-convesse di basalto probabilmente databili all'età dell'antico Bronzo, così come si può ipotizzare alla luce delle analisi delle caratteristiche tipologiche. Si segnala l’esistenza ad E della masseria, una tomba isolata a grotticella artificiale scavata su un costone roccioso: la struttura della tomba è stata modificata per rendere l'ambiente utile come riparo per il bestiame. La tomba presenta una pianta circolare e una sezione a profilo curvo con un'altezza massima di m 1,90 483728 4156423 Maria 2008 5 x 5 0.0025
R12 Contrada Franchetto Castel di Iudica F. 269 II NO 193 Area di frammenti Villaggio L'area di frammenti fittili (m 70 x 70) si estende lungo il pendio meridionale di un basso poggio situato a SO rispetto a Monte Turcisi e a SE di Borgo Franchetto. La collina è accessibile attraverso una strada sterrata che costeggia l'intero poggio e che si apre ad E rispetto alla diramazione settentrionale della SP 102. Sulla sommità del poggio è situata una grande masseria, ben visibile dalla strada, in completo stato di abbandono. La ricognizione è stata condotta sul terreno al momento dell'aratura: grazie all'ottima visibilità, è stato possibile osservare la distribuzione omogenea dei materiali lungo il pendio meridionale, probabilmente a causa del dilavamento. In base all'analisi dei materiali rinvenuti, l'occupazione del sito è da ascrivere ad un arco cronologico che si estende verosimilmente dal III sec. a.C. alla tarda età imperiale. Pochi sono i materiali attribuibili alla fase repubblicana: le uniche testimonianze orli di anfore vinarie del tipo MGS VI e Dressel 1. L'abbondante presenza di ceramica fine da mensa e il numero cospicuo numero di resti di anfore da trasporto, di ceramica comune e di materiale da costruzione, potrebbe far supporre l'esistenza di un insediamento rurale, che si sviluppò soprattutto nella media e tarda età imperiale. Tale insediamento con molta probabilità, proseguì fino al VII sec. d. C., come testimoniano i frammenti di ceramica attribuibili al periodo bizantino 476153 4148848 Saitta 2005 70 x 70 0.49 37.486232 14.730257
R120 Poggio Cocola Paternò F. 269 I SO 360 Area di frammenti n.d. Poggio Cocola, in località Poira, è situato a S del corso del fiume Simeto, all'estremità occidentale del massiccio calcareo di Pietralunga: sulla collina sono i resti di un insediamento sviluppatosi in età arcaica indagato negli anni Cinquanta da G. Rizza e più recentemente dalla Soprintendenza di Catania (vedi scheda X). La ricognizione è stata condotta a NO del poggio, in un’ampia area coltivata a uliveto (ha 2): è stata rinvenuta un’abbondante quantità di ceramica distribuita sulla superficie in maniera omogenea. I reperti sono in larga parte riconducibili a ceramica di produzione indigena a decorazione dipinta della facies di Licodia Eubea. Numerosi sono anche i frammenti di coppe di tipo ionico la cui produzione termina alla metà del VI sec. a.C. Ai margini dell’uliveto sono stati rinvenuti un frammento di macina di basalto e un grosso frammento di pithos 483728 4156423 Maria 2008 200 x 200 2 37.554674 14.815773
R121 Contrada Muglia Bassa Centuripe F. 269 I SO 128 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili si estende all'interno di una proprietà privata in cui è impiantato un agrumeto. Il terreno, situato a ca m 500 dalla SS 192 in Contrada Muglia, è completamente recintato e la visibilità risulta limitata dalla presenza degli alberi di agrumi. I frammenti sono distribuiti in maniera sparsa in un'area di m 15 x 10. Nel sito sono stati rinvenuti due frammenti dell'Età del Rame, attribuibili alla facies di Serraferlicchio. La prevalenza di frammenti ceramici relativi alla facies di Castelluccio e la presenza di strumenti litici fanno supporre l'esistenza di un insediamento nell'Età dell'Antico Bronzo. In seguito il sito non mostra segni di frequentazione umana fino al I sec. d.C., come attesta il rinvenimento di frammenti di ceramica comune romana. Non sono stati rinvenuti materiali relativi al II e III sec. d.C., mentre il periodo compreso fra la fine del IV e l'inizio del V secolo è documentato dalla presenza sporadica di ceramica africana da cucina 475999 4155273 Consoli 2008 15 x 10 0.015 37.54414 14.728305
R122 Casa Sciacca Centuripe F. 269 I SO 179 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili (m 5 x 4) si estende sulla sommita di una bassa collina (179 metri s.l.m.) coltivata a frumento; l’area è facilmente accessibile attraverso una strada sterrata che fiancheggia l’altura. I materiali sono stati rinvenuti esclusivamente sul settore O del pianoro, in prossimità di un casolare abbandonato. Al periodo compreso fra la fine del IV e l'inizio del II sec. a.C. sono attribuibili solo due frammenti di ceramica a vernice nera. Il numero considerevole di frammenti di sigillata italica testimonia l’installazione di una fattoria romana nell’area a partire dalla seconda metà del I sec. d.C. che si protrae ininterrottamente fino al V sec. d.C., come documentano i frammenti di sigillata africana D e la ceramica africana da cucina 481880 4154335 Consoli 2008 5 x 4 0.002 37.535819 14.794913
R123 Casa Irmana Paternò F. 269 I SO 139 Area di frammenti Fattoria L’area di frammenti fittili si estende su un’ampia zona pianeggiante situata immediatamente a S della strada sterrata che conduce verso Contrada Poira, nota come Casa Irmana. La ricognizione dell’area, coltivata estensivamente a frumento, è stata condotta durante il periodo dell’aratura. L’area di frammenti fittili (m 40 x 160) si estende a cavallo tra i due casolari: la distribuzione dei reperti non si presentava omogenea, ma la densità sembra essere maggiore a ridosso delle due strutture. Omogenea era la distribuzione dei frammenti di ceramica indigena (facies di Licodia Eubea) frammisti ad altri di ceramica greca d'importazione (ceramica ionica, ceramica attica). Nel settore orientale dell'area, si è raccolta una percentuale maggiore di frammenti di anfore da trasporto e di ceramica comune. I materiali rinvenuti consentono di ipotizzare che l’area sia stata occupata dal VII al III sec. a.C., con uno iato databile tra gli inizi e la fine del IV sec. a.C., anni per i quali non ci sono attestazioni 482596 4154581 Consoli 2008 40 x 160 0.5 37.53805 14.803
R124 Casa Cutore Paternò F. 269 I SO 139 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili si estende ai piedi di una modesta altura (m 183 slm), a circa km 2 a E della UT R123. Tra casa Cutore, edificio che dà il nome alla proprietà, e le pendici meridionali dell’altura, la ricognizione ha individuato un’area di frammenti (m 5 x 6): i materiali rinvenuti sono in prevalenza relativi alla facies di Licodia Eubea, ceramica indigena dipinta, e ceramica attica a vernice nera, elemento che documenta le strette relazioni fra gli indigeni e i greci. L'occupazione dell'area non sembra protrarsi oltre la fine del V e gli inizi del IV sec. a.C., come documenta il rinvenimento di un frammento di patera a vernice nera 484552 4154754 Consoli 2008 5 x 6 0.003 37.539645 14.825148
R125 Masseria Gammarella Paternò F. 269 I SO 137 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili (m 7,5 x 7,5) si estende su un terreno pianeggiante coltivato a frumento di pertinenza della masseria Gammarella. La ricognizione dell’area ripetuta in differenti periodi dell’anno ha consentito di documentare un’occupazione ininterrotta dal VI sec. a.C. fino agli inizi del III sec. a.C. Tra i reperti rinvenuti, si segnala la presenza di ceramica attica e frammenti di anfore da trasporto del tipo "ionico-massaliota". Non sono documentati materiali databili ad epoche posteriori al III sec. a.C. 482801 4154048 Consoli 2008 7,5 x 7,5 0.005 37.53325 14.805333
R126 Contrada Tanazzi Paternò F. 269 I SO 151 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittil (m 10 x 10) si estende in un’area pianeggiante a ca m 700 a S di masseria Gammarella (R126), in prossimità di un affluente minore del fiume Dittaino. L’area di frammenti è stata individuata in un agrumeto: i materiali rinvenuti sono riconducibili a un’occupazione dell’area a partire dal VII sec. a.C. e sono in prevalenza relativi alla facies di Licodia Eubea; al V sec. a.C. sono ascrivibili alcuni frammenti di ceramica attica a vernice nera. Il sito risulta essere occupato fino agli inizi del III sec. a.C., come attesta il rinvenimento di alcuni frammenti di lucerne acrome e di ceramica comune ellenistica. Non sono attestati frammenti ceramici attribuibili ad epoche successive 482766 4153586 Consoli 2008 10 x 10 0.01 37.529085 14.804948
R127 Masseria Previtera Castel di Iudica F. 269 I SO 141 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili (m 5 x 5) si estende a E del corso del fiume Dittaino, nei pressi della masseria Previtera; si tratta di una zona collinare coltivata a frumento, caratterizzata da un terreno argilloso; nel settore SO dell’area scorre un torrente, affluente del Dittaino, le cui sponde sono coperte da fitta vegetazione. Il terreno è situato a circa m 200 a N del Vallone della Lavina ed è raggiungibile attraverso una strada sterrata che lo costeggia sui lati E e N. I frammenti rinvenuti abbracciano un arco cronologico di quasi tre secoli, dal II al IV sec. d.C. e testimoniano una frequentazione umana del sito in età imperiale, probabilmente relativa ad un modesto centro agricolo data la totale assenza di ceramica fine da mensa; tra i materiali raccolti si segnala la presenza residuale di due frammenti di tegole pettinate 474169 4153197 Consoli 2008 5 x 5 0.002 37.525378 14.707663
R128 Masseria Ingalbone Castel di Iudica F. 269 I SO 127 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili (m 35 x 40) si estende in una zona collinare coltivata a grano, nella settore NE del terreno adiacente alla masseria Ingalbone (m 140 slm) nei pressi di un casolare. Al momento della ricognizione il terreno era arato, quindi la visibilità ottima: è stata appurata che la distribuzione dei frammenti fosse non omogenea: frammenti di tegole, di sigillata africana e di ceramica africana da cucina si concentravano nel settore meridionale dell’area, a ridosso del casolare, mentre nel settore settentrionale, sono stati rinvenuti frammenti di ceramica comune e di anfore da trasporto. I materiali sembrano documentare l'esistenza di una fattoria attiva dalla fine del I sec. d.C. al IV sec. d.C. 476132 4151684 Consoli 2008 35 x 40 0.1 37.511794 14.729927
R129 Masseria Cantarella Castel di Iudica F. 269 I SO 88 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili (m 40 x 145) è situata in un’area pianeggiante a circa m 200 a NE dalla SS 192, nei pressi della masseria Cantarella, edificio rurale risalente all'epoca fascista: al momento della ricognizione il terreno era in parte coltivato a frumento e in parte coperto da vegetazione spontanea; limite E dell’area è un torrente, affluente del fiume Dittaino che scorre a S. La distribuzione dei frammenti si estendeva lungo una fascia del settore N del campo coltivato. La maggior parte dei materiali rinvenuti sono databili al Bronzo Antico (facies di Castelluccio); gli altri materiali indicano una presenza stabile in età romana, tra la la prima e la media età imperiale. Dall'indagine di superficie non è emerso materiale attribuibile ad un'epoca posteriore al III sec. d.C. 481066 4151290 Consoli 2008 40 x 145 0.5 37.508357 14.785778
R13 Contrada Carrubbello Ramacca F. 269 II NO 163 Area di frammenti Fattoria L'area di frammenti (m 50 x 50) si estende lungo le pendici SE di un piccolo poggio, in prossimità della Masseria Carrubbello in Contrada Carrubbo/Carrubbello a E della SP 107. La bassa collina può essere raggiunta attraverso una strada sterrata che percorre in senso NS l'area oggetto d'indagine. Al momento della ricognizione, il terreno, adibito alla piantagione di carciofi, presentava una buona visibilità, che ha permesso la raccolta di una discreta quantità di frammenti: tra i materiali si segnalano fr. di laterizi, di ceramica fine da mensa e di contenitori da trasporto di fabbricazione africana 476558 4146637 Saitta 2005 50 x 50 0.25 37.466313 14.734909
R130 Stazione Ferroviaria di Sferro Paternò F. 269 I SO 67 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili si estende (m 70 x 40), su un ampio terreno incolto pianeggiante privo di recinzione e facilmente accessibile dalla SS 192. L'area è situata a ridosso della stazione ferroviaria di Sferro, a SE delimitata da un agrumeto e a SO dal corso del fiume Dittaino. La ricognizione, ripetuta in periodi differenti dell’anno, ha individuato un’ampia e distribuzione di frammenti; alcuni sono attribuibili alla facies di Castelluccio e potrebbero riferirsi ad una frequentazione dell’area nell'Antico Bronzo. L’occupazione del sito si data alla Prima età imperiale, arco cronologico al quale possono essere datati i numerosi frammenti di tegole piane e curve con orlo ingrossato, di ceramica comune e rozza terracotta (I sec. d.C.). Non sono documentati materiali successivi all’età flavia 481561 4150552 Consoli 2008 70 x 40 0.28 37.501715 14.791386 Anomalia su GOOGLE MAPS
R131 Masseria Turcisi Castel di Iudica F. 269 I SO 132 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili si estende sulle pendici settentrionali di Monte Turcisi e in prossimità dell'omonima masseria. La morfologia del territorio è particolare per la presenza di calanchi e di ripide pareti calcarenitiche che hanno costituito un limite per la ricognizione. Le pendici del monte sono coperte da vegetazione spontanea che rende la zona particolarmente adatta al pascolo. I rari frammenti fittili sono stati raccolti sporadicamente lungo il versante settentrionale del monte (m 20 x 250) e attestano una frequentazione del sito durante il VI sec. a.C.: molti infatti sono i materiali di età arcaica fra cui particolarmente significativa è la presenza di un frammento di coppa di tipo ionico B2. Il rinvenimento di materiali attribuibili al I-II sec. d.C. attesterebbe la rioccupazione dell'area durante la prima età imperiale, non attestata sulla sommità 477879 4150488 Consoli 2008 20 x 250 0.5 37.501057 14.749731
R14a Contrada Monaco (Cisterna) Ramacca F. 269 II NO 106 Area di frammenti Cisterna In contrada Monaco, a circa 3 Km a NO di contrada Castellito, sotto le pendici occidentali di un basso poggio, è ubicata una grande cisterna, raggiungibile attraverso una strada sterrata che si apre a ca km 2,5 a SE nella SP 107. Tale struttura è costituita da due vasche di forma rettangolare, adiacenti l'una all'altra, che misurano insieme m 26,5 m di lunghezza per m 7,55 di larghezza, e da un canale per la conduttura dell' acqua di m 23 m di lunghezza. La prima vasca (m 12,60 x 7,57) presenta una copertura a botte interamente rivestita di cemento, sotto il quale sono visibili dei mattoni che dovevano costituire gli elementi di una precedente copertura. Il muro del prospetto occidentale di tale struttura che dalla quota 0,00 misura m 3,20 di altezza è formato da conci di colore beige o biancastro e in prossimità della volta, da mattoni disposti immediatamente al di sotto dello strato di cemento della copertura. Sul prospetto è visibile inoltre uno stemma data poco leggibile, che indica l'anno 1810 e due lettere (D. M.) che dovrebbero indicare le iniziali del Duca di Misterbianco, proprietario dell'ex Feudo Monaco. Da un'apertura del muro occidentale, di m 1,88 di lunghezza per m 0,98 di larghezza, è possibile osservare l'interno della vasca, che è circondata da una risega di m 0, 25 di larghezza: della vasca della cisterna, colma d'acqua al momento dei sopralluoghi, è possibile calcolare la profondità a circa m 4,50 dalla nostra quota 0,00, che corrisponde all'imposta della risega. Inoltre nel muro settentrionale a m 9,90 di lunghezza e a m 1,45 di altezza dalla quota 0,00 s'imposta un'altra apertura, di m 1,50 di lunghezza per 0,90 di altezza e sempre a m 9,90 s'inserisce in senso nord-sud un abbeveratoio per animali di m 4,70 di lunghezza per m 1,50 di larghezza. L'altra vasca si estende per m 13,80 di lunghezza e per m 7,55 di larghezza e risulta priva di qualsiasi copertura. La struttura è simile alla prima, con conci di colore beige o biancastro e con una risega interna che circonda tutta la struttura e si estende per una larghezza di m 0,23; la profondità della vasca, stimata a m 3,80, potrebbe non essere quella effettiva, poiché l'assenza di copertura facilita il deposito di ogni tipo di materiale. Sul muro occidentale, che presenta alcuni strati di crollo, alla quota 0,00 e a m 3,20 dal muro settentrionale si apre una fessura di m 0,80 x 0,80 dalla quale si diparte un canale di m 23 di lunghezza 477931 4146193 Saitta 2005 0.0206 37.462721 14.75001
R14b Contrada Monaco II Ramacca 107 Area di frammenti n.d. Ricognizioni ripetute a Contrada Monaci hanno permesso di identificare un'area di frammenti (m 20 x 25) a NE della cisterna (UT R13), ai piedi di un basso poggio. Fatta eccezione per alcuni frammenti di industria lirica, la presenza di ceramica fine da mensa di produzione africana A, C e D data la fase di occupazione romana databile tra la media e tarda età imperiale. Riguardo alla possibile natura dell'insediamento, si segnala il rinvenimento di ceramica da fuoco (orlo di pentola di cosiddetta "ceramica di Pantelleria"), di contenitori da trasporto (fr. di anfora tipo africana piccola) e di uno scarto dì lavorazione che potrebbe indiziare l'esistenza di una fornace 478007 4146295 20 x 25 0.05 37.463269 14.751312
R14c Contrada Monaco III Ramacca 121 Strutture murarie; Area di frammenti n.d. La ricognizione condotta sulla sommità pianeggiante del basso poggio ha identificato una vasta area di frammenti: grazie alla visibilità buona dovuta all'aratura del terreno è stato possibile identificare la distribuzione omogena di laterizi; di ceramica comune e da fuoco; di frammenti di ceramica fine da mensa che datano la frequentazione del pianoro per tutta l'età imperiale. L'area di frammenti si estende anche nella porzione di pianoro non coltivata: la presenza di possibili allineamenti interpretabili come strutture murarie non è accertabile a causa della scarsa visibilità 478342 4146326 50 x 50 0.25 37.463558 14.755096
R15 Masseria La Cattiva Ramacca F. 269 II NO 118 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti (m 10 x 10) si estende lungo il pendio occidentale di un basso poggio (m 164 slm), sul quale è situata la masseria La Cattiva. La zona è accessibile attraverso una strada sterrata che raggiunge agevolmente la sommità della collina e che si imbocca, per chi proviene dalla SP 102, a ca km 3,5 a SO della SP 107. Le ricognizioni ripetute nell'area, anche in occasione dell'aratura, hanno messo in evidenza una notevole quantità di pietrame e di rari frammenti di mattoni e tegole, di contenitori da trasporto e di un tappo d'anfora. Inoltre gli unici due frammenti databili con certezza non hanno alcun rapporto di continuità cronologica 475490 4145824 Saitta 2005 10 x 10 0.01 37.458957 14.722858
R16 Contrada Castellito Ramacca F. 269 II NO 122 Area di frammenti Insediamento L'area di frammenti fittili (m 50 x 50) si estende alle pendici meridionali di un basso poggio raggiungibile attraverso una strada sterrata che costeggia il rilievo da O e che, per chi proviene dalla SP 102, si apre ad E della SP 107. L'area è situata circa 2 Km a NO dal sito della villa di Contrada Castellito (Sito X). I materiali rinvenuti durante la ricognizione rivelano una frequentazione che va dagli inizi del II sec. d. C., con 2 frammenti di piatti forma Lamboglia 4/36 B, fino al tardo VII sec. d.C. La ricognizione ha fatto emergere una discreta quantità di sigillate, ascrivibili soprattutto alla produzione D, tra le quali si sottolinea la presenza di pareti con decorazioni a rami di palma, cerchi concentrici e cerchi dentellati; tre frammenti di ceramica africana da cucina; tre orli di bacini con pareti solcate e quattro frammenti di anfore di produzione africana. La presenza di una discreta quantità di ceramica, sopportata da qualche rinvenimento di materiale da costruzione, può indicare l'esistenza a N della villa di un piccolo insediamento rurale probabilmente a sua diretta dipendenza 478475 4145125 Saitta 2005 50 x 50 0.25 37.452731 14.756631
R17 Contrada Capezzano Ramacca F. 269 II NO 117 Area di frammenti Insediamento L'area di frammenti (m 100 x 120) è ubicata lungo le pendici SO di un basso poggio, che degrada in maniera decisa verso S. La zona è raggiungibile attraverso una strada sterrata che si apre poco dopo il Km 11 della SS 288 di Aidone e che risale in direzione NO. La contrada su cui ricade questa zona di rinvenimenti è chiamata Capezzano o Capezzana, toponimo documentato nel 1252 nella forma "Capitana, Capifana" che potrebbe essere una corrotta sopravvivenza della denominazione della mansio Capitoniana, statio dell'Itinerarium Antonini della via interna Catina Agrigentum. Nell'area è stata rinvenuta una buona quantità di frammenti fittili che testimonia l'esistenza di un insediamento che si sviluppò soprattutto nella tarda età imperiale. I materiali raccolti, fatta eccezione per un frammento di sigillata italica di forma non identificabile, si articolano cronologicamente tra la fine del I sec. d.C. e il VI/VII sec. d.C. La fase storica più tarda è quella maggiormente rappresentata ed è costituita dalle sigillate di produzione africana D (69 frammenti), tra le quali emergono le forme Hayes 61 e le sue varianti, i frammenti di vasi a listello e le pareti con decorazioni geometriche e floreali, e frammenti di sigillata focese, (4 frammenti), pertinenti alla forma 3 di Hayes. Il vasellame fine da mensa è accompagnato da quattro rinvenimenti di ceramica africana da cucina (3 frammenti) e da due frammenti, molto lacunosi, di lucerne (2 frammenti), ascrivibili allo stesso periodo cronologico dei precedenti ritrovamenti. Tra la ceramica comune, oltre agli orli di bacini con pareti interne solcate (5 frammenti), si segnala la presenza di pareti di bacini con grosse scanalature esterne , caratteristici dell'epoca bizantina, e di un frammento di casseruola di "ceramica di Pantelleria", che costituisce il secondo esemplare rinvenuto nella zona, dopo quello di Contrada Monaco. La stessa cronologia caratterizza i frammenti di anfore (7 frammenti), di produzione africana alle quali si associa il rinvenimento di due tappi circolari con foro centrale. Infine, la presenza di elementi fittili di copertura in numero considerevole (14 frammenti) supporta l'ipotesi che in quest'area, vi fosse un insediamento umano stabile, di tipo rurale, probabilmente attivo fino ad età bizantina 474453 4144403 Saitta 2005 100 x 120 1.2 37.446121 14.711193
R18 Contrada Raso Ramacca F. 269 II NO 85 Area di frammenti Insediamento L'area di frammenti fittili (m 120 x 120) si estende lungo un terreno pianeggiante, ubicato a ca 2 Km a NO dal punto in cui la SP 107, che percorre da NS il territorio oggetto della ricognizione, s'interseca con la SS 288 di Aidone. Al momento dell'indagine, l'areale della dispersione dei frammenti era articolato su due terreni, uno adibito alla coltivazione di grano e l'altro alla piantagione di agrumi, e presentava al suo interno una distribuzione specifica. I frammenti di ceramica fine da mensa e i resti di lucerne si estendevano, infatti, nel settore E dell'agrumeto, i contenitori da trasporto, la ceramica comune e quella medievale erano concentrati nell'area del terreno cerealicolo; frammenti di materiale da costruzione erano distribuiti in maniera omogenea su entrambi i terreni. Questa articolazione della distribuzione potrebbe far supporre l'esistenza di un edificio, molto ampio con due o più spazi distinti, destinati a diverse attività. Dall'analisi dei materiali e dal panorama cronologico emerso si può evincere un'occupazione stabile del sito a partire dalla fine del I sec. a.C., attestata dall'abbondante quantità di sigillata italica e di ceramica a pareti sottili. Questo insediamento perdurò, con una certa continuità, durante i secoli successivi, come attestano i frammenti di sigillata A e D , quelli di ceramica a pareti sottili, e i resti di lucerne, tra le quali si evidenzia la presenza di un'ansa del tipo "a riflettore" caratteristica delle lucerne a doppie volute, con becco ad ogiva. Alla ceramica fine da mensa si associa un'altrettanta cospicua quantità di ceramica africana da cucina, di vasellame di uso domestico e di anfore da trasporto, che evidenziano la presenza di un insediamento umano stabile, molto articolato. Il sito, inoltre, continuò ad essere frequentato anche in epoca bizantina, in età araba e durante il medioevo, come attestano i frammenti di catini con invetriatura piombifera e decorazione a solcature. I materiale emersi nella ricognizione ripetuta di quest'area indicano la chiara continuità di occupazione del sito 475951 4143649 Saitta 2005 120 x 120 1.44 37.439365 14.728142
R19 Masseria Pignato Ramacca F. 269 II NO 86 Area di frammenti Insediamento Un'area di frammenti fittili (m 115 x 65) è stata rilevata nella proprietà Palumbo: il casolare, noto come Masseria Pignato, sorge sulla sommità di un basso poggio e sovrasta una vasta estensione territoriale, adibita principalmente alla coltivazione di olive e di cereali. L'area può essere raggiunta attraverso una strada sterrata che, risalendo da S la SP 107, si apre a circa 2 Km ad E della suddetta strada e conduce comodamente alla masseria, ancora oggi abitata. L'orto situato a pochi metri a SO del casolare ha posto in luce i rinvenimenti di ceramica fine da mensa e di ceramica africana da cucina, mentre la ceramica comune e le anfore di fabbricazione africana sono state raccolte lungo il pendio settentrionale che dall'orto scende a valle. Tra i materiali rinvenuti si sottolinea la presenza di un frammento di coppa forma Lamboglia 43, prodotta in sigillata africana C, di due orli di vasi a listello forma Lamboglia 24/25 e di due anfore africane del tipo Keay LXI e LXII, che attestano una persistenza del sito in età tarda. Dal panorama cronologico emerso, si può constatare la presenza di un piccolo insediamento rurale, ascrivibile alla media e tarda età imperiale, che può essere confrontato con gli altri insediamenti evidenziati nell'area oggetto dell'indagine 477883 4143859 Saitta 2005 115 x 65 0.682 37.441306 14.749975
R2 Contrada Favate Castel di Iudica F. 269 III NE 189 Area di frammenti Fattoria La ricognizione di Contrada Favate si è concentrata tra le ampie distese coltivate a frumento attraversate in senso EO dalla SS 288. L’area di frammenti è stata individuata a E della statale (km 20), al di sopra di un pianoro incolto (m 120 x 25). La distribuzione dei reperti al momento della ricognizione si caratterizzava per la presenza di frammenti di tegole e di anfore da trasporto lungo i versanti N e S del pianoro, e di ceramica fine da mensa e da cucina lungo il crinale al di sopra del pianoro (m 4 x 50). In base ai materiali rinvenuti, è possibile ipotizzare l’esistenza nell’area di una fattoria dalla lunga storia insediativa: i reperti più antichi sono riconducibili a un’occupazione già in età repubblicana: la presenza di Sigillata Italica di età augustea, di Sigillata Orientale B chiarisce la sopravvivenza del sito rurale anche in età imperiale: la massima espansione della fattoria si ebbe probabilmente tra la media e tarda età imperiale, come è attestato dal considerevole numero di frammenti di Sigillata Africana D (III-V sec. d.C.) 468645 4146034 Laureanti 2007 E. Procelli; E. Tortorici 4 x 50 0.02 37.460643 14.645452
R20 Contrada Gabella Ramacca F. 269 II NO 67 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili (m 30 x 30) si estende su un'ampia estensione pianeggiante alla coltivazione di cereali situata a N del corso del fiume Gornalunga. Nonostante l'ottima visibilità del terreno, si sono rinvenuti esclusivamente strumenti litici e scarti di lavorazione, indizi di un insediamento stabile, la cui datazione, a causa della mancanza di ceramica, non può essere precisata. La contrada in cui è ubicato il giacimento litico è costeggiata a N dalla SS 288 di Aidone e ad O dalla SP 107 che, dall'incrocio con la suddetta statale, procede verso sud. L'area, inoltre, si sviluppa in prossimità dell'alveo del fiume Gornalunga, in un territorio particolarmente ricco dal punto di vista insediativo, fin dall'età preistorica. Numerosi sono, infatti, i siti preistorici noti nell'area (Poggio Canuta, Poggio delle Forche, Perriere Sottano), testimoni della predilezione delle popolazioni del Bronzo antico per l'occupazione di piccoli poggi dai quali dominare le fertili pianure alluvionali ricche d'acqua 476248 4141541 Saitta 2005 30 x 30 0.09 37.420371 14.731567
R21 Masseria Collura F. 269 II NO 59 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti (m 40 x 40) si estende in una vasto terreno coltivato al momento della ricognizione, di pertinenza della Masseria Collura: accessibile dalla SP 202, l'area è ubicata a O dal corso del fiume Dittaino e circoscritta a E da un canale della bonifica. L'areale era caratterizzato dalla dispersione in superficie di frammenti di laterizi, di ceramica fine da mensa e comune 483914 4148914 Coppola - Sirena 2012 40 x 40 0.16 37.486994 14.818043
R22 Contrada Mirrino F. 269 II NO 111 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti (m 90 x 100) si estende su un basso poggio situato a S della SP 102, dalla quale si giunge mediante una strada sterrata che delimita l'area a E. Le ripetute ricognizioni condotte hanno appurato l'esistenza di un vasto areale di dispersione di materiale archeologico frammentario, riconducibili a materiale edilizio di copertura, contenitori di grandi dimensioni e ceramiche fini da mensa. L'impianto di un vigneto (2010) nel settore SO dell'area ha obliterato parte del sito, probabilmente identificabile come un insediamento a vocazione rurale che prosperò nel corso dell'età imperiale 479991 4146807 Coppola - Sirena 2012 90 x 100 0.09 37.467926 14.773725
R23 Masseria Intuppatello F. 269 II NO 70 Area di frammenti n.d. Masseria Intuppatello è situata a S della SP 102. dalla quale è raggiungibile grazie a una strada sterrata che attraversa le vaste estensioni di frutteti che caratterizzano l'area. L'area di frammenti (m 25 x 25) si estende su un basso poggio a E del fiume Dittaino: le ricognizioni ripetute hanno identificato la dispersione omogenea di frammenti di materiale edilizio, di contenitori di grandi dimensioni e di ceramica fine da mensa. In mase ai materiali rinvenuti, è possibile ritenere che l'area fu occupata da una fattoria attiva tra la fine dell'età repubblicana e la prima età imperiale e poi di nuovo tra la tarda età imperiale e l'età bizantina 482772 4145465 Coppola - Sirena 2012 25 x 25 0.0625 37.456024 14.803985
R24 Masseria Castellito F. 269 II NO 91 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti (m 70 x 120) è compresa nelle proprietà di Masseria Castellito, situata a N della SS 288 dalla quale è raggiungibile mediante una strada sterrata. La ricognizione è stata condotta nelle immediate vicinanze del sito archeologico noto come Villa di Castellito, nei campi coltivati che si estendono a E e a N. a varie condizioni di visibilità, ottime nel periodo dell'aratura. I materiali rinvenuti nel corso della ricognizione mettono in luce la lunga storia insediativa dell'area: oltre alle tracce di frequentazione di età preistorica, si segnala la presenza di frammenti di ceramiche ellenistiche e di età repubblicana; la lunga continuità di occupazione per tutta l'età imperiale è testimoniata dalla presenza di numerosi frammenti di ceramiche fini da mensa 480203 4144836 Saitta 2006 70 x 120 0.84 37.450165 14.776176
R25 Masseria Stimpato F. 269 II NO 27 Area di frammenti n.d. Masseria Stimpato è situata a N della SS 288, dalla quale è immediatamente accessibile. La ricognizione è stata condotta nella vasta area della proprietà coltivata a grano: l'area di frammenti fittili (m 40 x 40) è stata identificata nel corso di due ricognizioni condotte in due periodi distinti dell'anno (autunno 1997-settembte 2014). La dispersione dei reperti è omogenea: pur essendo presenti frammenti che attestano la lunga frequentazione dell'area (facies di Stentinello), la maggior parte del materiale raccolto si data all'età imperiale 482846 4144000 Coppola - Sirena 2012 40 x 40 0.84 37.442682 14.806077 anomalia su GOOGLE MAPS
R26 Contrada Maglitta F. 269 II NO 26 Rinvenimento sporadico n.d. Contrada Maglitta è situata a E della confluenza del fiume Dittaino e di un suo affluente; accessibile dalla SS 228, l'area pianeggiante di Contrada Maglitta è intensamente coltivata: la ricognizione dell'area ha individuato un'area di frammenti (m 20 x 20) composta per la maggior parte da materiale edilizio (mattoni, tegole), ceramica comune e pochi frammenti di Sigillata Africana A 480776 4143492 Coppola - Sirena 2012 20 x 20 0.04 37.438062 14.782689
R27 Masseria Troitta F. 269 II NO 27 Area di frammenti n.d. La ricognizione nei pressi di Masseria Troitta, accessibile dalla SS288, è stata condotta in un campo, l'unica porzione incolta di un'area intensamente coltivata. I materiali emersi nel corso delle ricognizioni rilevano l'esistenza di una probabile fattoria romana di età imperiale; l'areale di distribuzione (m 20 x20) è caratterizzato dalla presenza di numerosi frammenti di laterizi di copertura, di ceramica fine da mensa, pareti di anfore da trasporto e ceramica africana fine da mensa 479470 4143012 Coppola - Sirena 2012 20 x 20 0.04 37.433708 14.767939
R28 Masseria Moligno F. 269 II NO 68 Area di frammenti n.d. Masseria Moligno è situata a S della SS 288, dalla quale la proprietà è accessibile attraverso una strada sterrata. L'area ricognita si estende tra la bassa pianura alluvionale e un basso poggio, che al momento della ricognizione era parzialmente arato. La ricognizione ha messo in luce la presenza di materiale preistorico (m 20 x 20) , frammenti riconducibili a una frequentazione in età neolitica 480283 4141356 Saitta 2007 20 x 20 0.04 37.418799 14.777173
R29 Contrada Lago di S. Antonino F. 269 II NO 62 Area di frammenti n.d. L'area oggetto di ricognizione in Contrada Lago di S. Antonino è situata immediatamente a SE della confluenza del fiume Dittaino con un suo affluente. La ricognizione è stata condotta in una area pianeggiante densamente coltivata, elemento che condiziona evidentemente la visibilità. L'area di frammenti (m 30 x 30) è stata individuata nell'area di un agrumeto di recente piantumazione (2010): in base alla quantità e alla qualità dei frammenti documentati (laterizi, ceramica comune, ceramiche fine da mensa, ceramica da fuoco) è desumibile l'esistenza nell'area di una fattoria romana che, dalla tarda età repubblicana fu abitata fino alla tarda antichità 482258 4141395 Coppola - Sirena 2012 30 x 30 0.09 37.41919 14.799492
R3 Masseria Favate Ramacca F. 269 III NE 177 Area di frammenti n.d. L’area di frammenti fittili si estende su un’ampia area pianeggiante a S della Masseria Favate (UT R2), immediatamente a N dell’ansa di un’ansa del fiume Gornalunga. La superficie (m 30 x 30), arata poco prima della ricognizione, presentava una distribuzione omogenea di rari frammenti di ceramica romana da mensa (I-IV sec. d.C.); dal settore E dell’area, proviene il numero maggiore di frammenti riconducibili ad anfore e ceramica comune (I-IV sec. d.C.); il rinvenimento di un frammento di sigillata focese indica la fine dell’insediamento presumibilmente intorno al VI sec. d.C. 467601 4143640 Laureanti 2007 E. Procelli; E. Tortorici 30 x 30 0.09 37.439029 14.633753
R30 Contrada Calvino F. 269 III SE 248 Area di frammenti n.d. Contrada Calvino si estende a S del lago Ogliastro, su basse colline caratterizzate dalla produzione ceralicola intensiva. La ricognizione, ripetuta, di una porzione della vasta contrada ha permesso di individuare un'area di frammenti fittili (m 20x20) caratterizzata dalla presenza di laterizi, ceramica da fuoco e ceramiche fini da mensa. Gli elementi sembrano indicare l'esistenza di una modesta fattoria attiva tra la tarda età imperiale e l'età bizantina 463392 4140811 20 x 20 0.04 37.413372 14.586314
R31 Contrada Cugno F. 269 III SE 191 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti è situata in Contrada Cugno, area che si estende a SE del lago di Ogliastro. La ricognizione è stata condotta lungo il versante meridionale del sistema di basse colline che si estendono a N della SP 73. L'area è dedicata alla coltivazione ceralicola intensiva, e le ricognizioni, ripetute, sono state condotte nel periodo a visibilità migliore. L'area (m 40 x 40) individuata presenta un'alta densità di frammenti: i reperti rinvenuti nel corso delle ricognizioni indica il lungo arco cronologico di attività del sito rurale, attivo tra l'età ellenistica e la prima età imperiale. Una ripresa insediativa è evidente nella tarda età imperiale 464777 4141019 40 x 40 0.16 37.415301 14.601955
R32 Contrada Cugno - Ventrelli F. 269 III SE 138 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti è situata in Contrada Cugno Ventrelli, a O della SP 182. La prima ricognizione dell'area è stata condotta nella tarda primavera del 2013, ma la coltivazione cerealicola condotta in estensione ha reso impossibile l'attività di ricerca. Condizioni accettabili di visibilità sono state riscontrate nel periodo dell'aratura: la ricognizione intensiva dell'intera superficie arata (ha 48) ha messo in luce una vasta area (m 50 x 50) di frammenti fittili, frammenti di laterizi e pietrame distribuiti in maniera omogenea. 465707 4140566 50 x 50 0.25 37.411253 14.612486
R33 Contrada Ventrelli - Cozzo Saitano F. 269 III SE 189 Area di frammenti; Strutture murarie Statio? L'area di frammenti (m 120 x 120) è situata a SE del lago Ogliastro, in Contrada Ventrelli, alle pendici di Cozzo Saitano: situato a NO della Montagna di Ramacca, dalle cui propaggini occidentali è separata attraverso il Vallone della Signora, affluente del fiume Gornalunga, l'area è nota per il rinvenimento dell'epigrafe marmorea di Abdalas, magister magnus ovium Domitiae Domitiani (Salmeri 1984, pp. 13-4; Wilson 1990, pp. 193, 214-5). La zona è interessata da una intensa viabilità secondaria: la attuale SS 112, che passa a SE della contrada, potrebbe ricalcare l'antico tracciato pianeggiante della Catina-Agrigentum (Andronico 1983, pp 5-25; Bosio 1987, pp. 27-9; Sirena 2012, p. 50). La ricognizione è stata condotta nei pressi del luogo di rinvenimento dell'epigrafe, zona che zona è stata oggetto, per decenni, di sbancamenti dovuti a lavori agricoli e di scavi clandestini che ne hanno profondamente alterato la morfologia originaria: è stata individuata un'area di frammenti fittili particolarmente densa, con materiali di pregio (vetri e bronzi), e i resti di una cisterna. Inoltre, è stato notata una distribuzione dei reperti in due aree principali separate da un tratto di selciato (larg. m 3,5). I materiali ceramici rinvenuti indicano un lungo arco cronologico per la frequentazione del sito, che potrebbe essere identificato come una villa o una statio del cursus publicus 466097 4140420 120 x 120 1.44 37.409951 14.616899
R34 Contrada Ventrelli Soprano F. 269 III SE 177 Area di frammenti Fattoria L'area di frammenti è ubicata in Contrada Ventrelli, a NO di Ramacca, lungo le pendici SO di un basso poggio che degrada verso N. La zona è raggiungibile attraverso una strada sterrata che si apre poco dopo il Km 7 della SP 112, imboccata dalla SS 288. La ricognizione condotta nell'area ha messo in luce un'area di frammenti (m 15 x 15) distribuiti in maniera omogenea in un'area dalla visibilità ottima (campo arato). In base alla presenza di specifiche classi di reperti , è possibile affermare che sono state due le fasi di attività di questa fattoria antica, tra l'età ellenistica e l'età repubblicana e poi di nuovo in età tardoantica 467136 4140357 15 x 15 0.0225 37.409429 14.628653
R35 Contrada Ventrelli I F. 269 III SE 125 Sporadico n.d. L'area di frammenti fittili è situata in Contrada Ventrelli, vasta area a NO di Ramacca a S del corso del fiume Gornalunga. Accessibile dalla SP 112, l'area oggetto della ricognizione è compresa in un vasto campo agricolo pianeggiante. Nel corso dell'attività di ricerca, l'UT è stata oggetto di ripetute ricognizioni, che hanno messo in luce in una vasta area (m 50 x 50) un numero limitato di frammenti di laterizi, ceramica comune e ceramiche fini da mensa. In base ai reperti, sembra possibile ritenere che l'area fu occupata da un modesto insediamento rurale, una fattoria, in età romana, dalla media fino alla tarda età ellenistica 467946 4140037 50 x 50 0.25 37.406565 14.637809
R36 Contrada Ventrelli II F. 269 III SE 160 Area di frammenti n.d. L'area di frammenti fittili è situata in Contrada Ventrelli, vasta area a NO di Ramacca a S del corso del fiume Gornalunga. Accessibile dalla SP 182, l'area oggetto della ricognizione è compresa in un vasto campo agricolo pianeggiante. La ricognizione ha identificato un'area di frammenti (m 15 x 15) a N da un canale, a E dalla SP 182, incolta al momento della ricognizione. I frammenti di ceramica della facies di Licodia Eubea datano la frequentazione dell'area all'età del ferro; la presenza di ceramica a vernice nera e di ceramica fine da mensa testimoniano due altre fasi della storia insediativa del sito rurale, in età ellenistica e nella media età imperiale 465918 4139094 15 x 15 0.0225 37.398001 14.614948
R37 Contrada Margherito Soprano I F. 269 III SE 203 Area di frammenti L'area di frammenti è situata su un basso poggio a N del corso del fiume Margherito. Raggiungibile dalla SP 103, l'area oggetto della ricognizione è un campo incolto assai vasto (ha 9,9), nel quale è stata attestata la dispersione di materiale archeologico nel settore SE (m 30 x 30). I reperti rinvenuti datano l'occupazione dell'area almeno nella media età imperiale 463544 4139114 30 x 30 0.09 37.398082 14.588116
R38 Contrada Ventrelli F. 269 III SE 172 Area di frammenti La ricognizione del settore meridionale di Contrada Ventrelli ha interessato una vasta area attraversata in senso EO dalla SP 103 (ha 9). I pochi frammenti rinvenuti attestano una frequentazione in età preistorica e in età romana 467537 4138630 n.d. 37.393868 14.633249
R39 Contrada Margherito Soprano II F. 269 III SE 174 Area di frammenti L'area di frammenti è situata a N del corso del fiume Margherito, in una proprietà accessibile dalla SP 102. La ricognizione è stata condotta in un'area intensamente coltivata; in occasione dell'aratura è stato possibile identificare un'area di frammenti fittili (m 20x30) che, in base ai reperti, attesta l'esistenza di una occupazione tra la media e la tarda età imperiale 464295 4137887 20 x 30 0.06 37.387052 14.59666
R4 Contrada Giumenta Ramacca F. 269 III NE 180 Area di frammenti n.d. La ricognizione di Contrada Giumenta è stata condotta nelle vaste aree coltivate che si estendono tra la SS 288 e il corso del fiume Gornalunga. Un’area di rari frammenti fittili (m 15 x 30) è stata individuata in un campo arato delimitato a E dalla SP 182, a N dalla SS 288 e a O da un torrente affluente del Gornalunga. I frammenti sono in larga parte riconducibili a ceramica comune, anfore (III-V sec. d.C.) e ceramica africana da cucina pertinenti a una occupazione nella tarda età imperiale 464942 4145377 Laureanti 2008 E. Procelli; E. Tortorici 15 x 30 0.045 37.454588 14.603613
R40 Contrada Margherito Soprano III F. 269 III SE 156 Area di frammenti L'area di frammenti fittili è situata a N del corso del fiume Margherito, in una proprietà accessibile dalla SP 182. La ricognizione è stata condotta in un'area profondamente modificata dall'impianto del vigneto oggi in attività. L'area dei frammenti (m 20 x 20) si estende nei pressi di un casolare in rovina; rare tracce (laterizi) sono ancora visibili tra i filari delle viti. In base alla cronologia dei reperti, è desumibile che l'area fosse la sede di un insediamento rurale attivo in età ellenistico-repubblicana; dopo uno iato, la fattoria fu di nuovo attiva dalla media alla tarda antichità 465791 4136834 20 x 20 0.04 37.376914 14.613255
R41 Casa Motta (Gallinella) F. 269 III SE 182 Area di frammenti L'area di frammenti è situata a E di Ramacca, nella Contrada Margherito Soprano. La ricognizione dell'area è stata ostacolata dalle recinzioni che impediscono l'accesso a molte delle proprietà a E della SP 18. L'area selezionata per ricognizione è un vasto campo incolto che si estende in un ampio pianoro digradante da N a S: è stata documentata un'area di frammenti (m 40x40) che per qualità e cronologia indicano la presenza di una ricca fattoria attiva dalla fine dell'età repubblicana fino all'età bizantina 467136 4137392 40 x 40 0.16 37.382704 14.628785
R42 Contrada Casalgismondo Sottano F. 269 III SE 169 Area di frammenti L'area di frammenti fittili si estende nei pressi della sito di costruzione della diga del fiume Margherito, opera pubblica mai completata. La ricognizione ha messo in luce un'area (m 30 x 30) che, in base alla cronologia dei reperti, attesterebbe una lunga occupazione, forse di una fattoria 462739 4135820 30 x 30 0.09 37.368359 14.579187
R43 Contrada Olivo I Mineo F. 269 III SE 171 Area di frammenti L'area di frammenti fittili è situata a S dell''alto corso del fiume Margherito, raggiungibile mediante un'uscita della SP 182. La ricognizione è stata condotta in un vasto campo coltivato, arato al momento dell'attività. L'area di frammenti fittili (m 50 x 50) testimonia la persistene storia insediativa di una probabile fattoria, attiva dall'età ellenistica fino alla fine dell'età imperiale 463935 4135715 50 x 50 0.25 37.36746 14.592699
R44 Contrada Olivo II Mineo F. 269 III SE 226 Sporadico La ricognizione dell'area a N della SP 170 è stata condotta in buone condizioni di visibilità, in occasione dell'aratura 2014. Nonostante le buone condizioni di visibilità, non è stata documenta nessuna area di frammenti; l'area è stata profondamente modificata da sbancamenti ai fini dell'attività agricola. In prossimità del perimetro di un vigneto è stato rinvenuto un frammento di ceramica a vernice nera 465300 4136096 n.d. 37.370947 14.608096
R45 Contrada Magazzinaccio I Mineo F. 269 III SE 204 Area sepolcrale Area di frammenti fittili, Tomba isolata Situata tra le SP 179 e 182, Contrada Magazzinaccio è una vasta area collinare con affioramenti calcarei situata a S del fiume Margherito. Durante la ricognizione dell'area, una vasta area incolta, non è stata registrata la presenza di materiale archeologico, forse a causa della pessima visibilità; ai margini di un terrazzamento, celata da pietre e vegetazione, è stata documentata una tomba a grotticella isolata e un'area (m 3 x 3) di frammenti di ceramica di impasto dalla cronologia non chiara 466512 4135524 3 x 3 0.0009 37.365835 14.62181
R46 Contrada Magazzinaccio II Mineo F. 269 III SE 172 Area sepolcrale Tomba isolata Situata tra le SP 179 e 182, Contrada Magazzinaccio è una vasta area situata a S del fiume Margherito, che si estende su un'area collinare con affioramenti rocciosi. Durante la ricognizione dell'area a S dell'UT R45, è stata documentata una tomba a grotticella isolata 466586 4135064 37.361692 14.622667
R47 Contrada Magazzinaccio III Mineo F. 269 III SE 212 Area sepolcrale Tomba isolata Situata tra le SP 179 e 182, Contrada Magazzinaccio è una vasta area situata a S del fiume Margherito, che si estende su un'area collinare con affioramenti rocciosi. Durante la ricognizione dell'area a E dei campi dove sono state documentate le UT R45 e R46, è stata documentata un'altra tomba isolata, anch'essa della tipologia a grotticella artificiale 465819 4135360 37.364332 14.613992
R48 Contrada Olivo III Mineo F. 269 III SE 249 Area di frammenti L'area di frammenti è situata a S dell'alto corso del fiume Margherito. L'area oggetto di ricognizione si estende su un poggio roccioso, degradante rapidamente da N a S, e un'ampia pianura attraversati in senso NE-SO dalla SP 179. Le condizioni di visibilità al momento della ricerca sul campo erano buone. L'UT R48 è stata identificata ai piedi dell'altura: i reperti erano distribuiti in maniera omogenea, concentrandosi lungo una fascia di m 4 x 10. Dall'analisi delle ceramiche rinvenute, l'occupazione delle pendici del poggio si data alla media età imperiale, epoca cui datano i frammenti di laterizi, ceramica da fuoco e fine da mensa; un frammento di anfora greco-italica è unico indizio di una fase di occupazione più antica di età arcaica 464925 4135006 4 x 10 0.004 37.361108 14.603913
R49 Contrada Magazzinaccio IV Mineo F. 269 III SE 194 Area di frammenti L'area di frammenti è situata a S del corso del fiume Margherito, a O della SP 179. L'area oggetto della ricognizione, ripetuta nell'inverno e nell'estate 2014, è un vasto campo coltivato, la cui visibilità era buona in coincidenza dell'aratura: nel corso del lavoro sul campo è stata individuata una ampia area (m 30 x 30) nella quale erano distribuiti rari frammenti di laterizi, ceramica da impasto e ceramica fine da mensa. In base ai reperti, a una fase di frequentazione nella preistoria, è seguita un'occupazione nella tarda età romana, la cui entità non è meglio identificabile 466232 4134868 30 x 30 0.09 37.359912 14.618678
R5 Masseria Cugno Aidone F. 269 III NE 189 Area di frammenti Fattoria L’area di frammenti (m 115 x 200) si estende a NE della Masseria Cugno, delimitata a N da un'ansa del fiume Gornalunga e a E da dalla SP 73. Il declivio sui quali si distribuiscono i frammenti è strutturato in due settori: una terrazza superiore arata, e una terrazza inferiore, digradante verso E, incolta e dalla scarsa visibilità, al momento della prima ricognizione; nel corso dell’ultimo sopralluogo condotto a Masseria Cugno (aprile 2016) si è appurato che l’intera area è ora coltivata. In base ai rinvenimenti, è possibile desumere che l’area della masseria è stata frequentata nella Preistoria tra le fasi finali dell’Eneolitico fino al Bronzo antico; i materiali, pertinenti alle facies di Malpasso e di Castelluccio si concentravano nella terrazza inferiore, ai limiti NE dell’area. L’occupazione in età romana è attestata dalla consistenza distribuzione su tutta l’area di frammenti di tegole, ceramica comune e da cucina e anfore; la ceramica fine da mensa (Sigillata Africana D, E) è stata rinvenuta soltanto nel settore NE della terrazza inferiore del declivio, in una area ben definita (m 5 x 4) 465497 4143171 Laureanti 2007 E. Procelli; E. Tortorici 115 x 200 2.3 37.434725 14.609991
R50 Contrada Magazzinaccio V Mineo F. 269 III SE 158 Area di frammenti L'area di frammenti è situata a S del corso del fiume Margherito, a E della SP 179. L'area oggetto della ricognizione, ripetuta nell'inverno e nell'estate 2014, è un vasto campo coltivato, la cui visibilità era buona in coincidenza dell'aratura. Nel corso del lavoro sul campo è stata identificata un'area di frammenti (m 10 x 10), la cui distribuzione era omogenea: la maggior parte dei reperti era costituita da pietrame, frammenti di laterizi e di ceramiche fini da mensa 467015 4134921 10 x 10 0.01 37.360418 14.627518
R51 Contrada Mongialino I Mineo F. 269 III SE 183 Area di frammenti L'area di frammenti è situata a S del corso del fiume Margherito: la ricognizione è stata condotta su un'ampia area coltivata a grano, attraversata in senso NO-SE dalla SP 179. La visibilità buona al momento del lavoro sul campo ha consentito di individuare un'ampia area (m 50 x 50) di pietrame, frammenti di laterizi, e ceramica. L'analisi dei reperti indica una prima fase di occupazione in età ellenistica, e la rioccupazione dell'area nella Tarda età imperiale. In base ai reperti e alla posizione in pianura nei pressi del fiume Margherito è possibile inferire il carattere agricolo dell'insediamento 467274 4134613 50 x 50 0.25 37.35766 14.630456
R52 Contrada Mongialino II Mineo F. 269 III SE 181 Area di frammenti L'area di frammenti è situata a S del corso del fiume Margherito: nel corso della ricognizione di un'ampia area coltivata, il cui limite S coincide con la SP 108, è stato possibile identificare una vasta area di frammenti (m 45 x 40). I materiali rinvenuti datano l'occupazione a una prima fase tra l'età ellenistica e la tarda età repubblicana e una occupazione stabile in età imperiale. In base alla posizione nella pianura nei pressi del corso del fiume Margherito, è possibile desumere del sito la possibile natura rurale 467761 4134804 45 x 45 0.16 37.35939 14.635947
R53 Cozzo Valenti Mineo F. 269 III SE 383 Area sepolcrale Cozzo valenti è una bassa altura rocciosa del sistema collinare che delimita in senso SO-NE la Contrada Olivo. La ricognizione condotta nell'area ha evidenziato l'esistenza di ingrottati, di alcuni dei quali è chiara la tipologia (tombe a grotticella artificiale). Tra tarda antichità ed età bizantina gli ambienti delle tombe preistoriche furono riadattate alle nuove pratiche funerarie 464247 4133894 37.351058 14.59631
R54 Tre Portelle I Mineo F. 269 III SE 386 Area di frammenti L'area è situata a NE di Borgo Pietro Lupo, a N dell'altura di Tre Portelle, che insieme a Poggio Colombaio e Cozzo Valenti forma un sistema collinare che separa le propaggini occidentali della Piana di Catania in senso SE-NO. L'area di frammenti fittili si estende in un campo coltivato, arato al momento della ricognizione: i materiali erano distribuiti in maniera uniforme (m 10 x 10). In base all'arco cronologico di riferimento dei reperti, l'occupazione dell'area si data tra la tarda età imperiale e l'età bizantina 464554 4133619 10 x 10 0.01 37.348591 14.59979
R55 Tre Portelle II Mineo F. 269 III SE 385 Area sepolcrale L'area è situata a NE di Borgo Pietro Lupo, a S dell'altura di Tre Portelle, che insieme a Poggio Colombaio e Cozzo Valenti forma un sistema collinare che separa le propaggini occidentali della Piana di Catania in senso SE-NO. Nel corso della ricognizione condotta nell'area, accessibile attraverso una strada sterrata che si imbocca dalla SP 179, è stato individuato un nucleo di necropoli a grotticella artificiale. La ricognizione del campo coltivato che si estende a S della cresta di Tre Portelle non ha individuato aree di frammenti 464729 4133302 37.345741 14.601781
R56 Contrada San Cataldo - Poggio Rusotto Mineo F. 269 III SE 316 Area di frammenti L'area di frammenti è situata in una vallata a SO della cresta di Tre Portelle e a N di Contrada Sacchina: il sito domina da SE la valle in cui scorre il fiume Pietrarossa; la valle è chiusa ad O da Monte Alfone e Poggio Russotto. La ricognizione delle pendici E di Poggio Russotto e dell'ampia estensione pianeggiante coltivata ha messo in luce una vasta area (m 50 x 70) di frammenti di pietrame e ceramica. L'orizzonte cronologico dei reperti è omogeneo: la presenza di ceramiche arcaiche di produzione indigena (facies di Licodia Eubea) e di importazioni (anfore à la brosse) indica l'esistenza a ridosso dell'altura di un insediamento di età arcaica, non più rioccupato dall'età ellenistica 463279 4133079 50 x 70 0.35 37.343675 14.585421
R57 Contrada Tre Portelle I Mineo F. 269 III SE 404 Area sepolcrale Nel corso della ricognizione del versante O della cresta di Tre Portelle, ai margini dell'area coltivata è stata individuata un'area (m 4 x 6) di frammenti, composta da pietrame, laterizi e ceramica fine da mensa 463893 4132772 4 x 6 0.0024 37.340931 14.592368
R58 Contrada Tre Portelle II Mineo F. 269 III SE 413 Area sepolcrale Nel corso della ricognizione del versante SE della cresta di Tre Portelle, ai margini dell'area coltivata è stata individuata un'area (m 30 x 40) di frammenti, composta da pietrame, e frammenti di ceramica. In base all'orizzonte cronologico dei reperti rinvenuti, l'area di frammenti è riconducibile a un'occupazione dell'area in età arcaica. Situata a ca 1 km di distanza dall'altro sito arcaico di Contrada Tre Portelle (UT R56), l'area di frammenti parrebbe testimoniare l'esistenza di una occupazione omogenea della valle inferiore del fiume Margherito in età arcaica 464464 4133106 30 x 40 0.12 37.343964 14.598798
R59 Contrada Torretta - Borgo Pietro Lupo Mineo F. 269 III SE 277 Tomba isolata L'area oggetto della ricognizione è situata a NO di Borgo Pietro Lupo, testimonianza della colonizzazione agraria d'età fascista. Nel corso del lavoro sul campo, è stata individuata una tomba a grotticella artificiale scavata in un affioramento calcareo ai margini dell'area ricognita: la ricognizione del campo in condizioni di visibilità non ottimilali ha identificato aree di frammenti fittili riconducibili a fasi di occupazioni di età storica 466004 4133116 37.344112 14.616184
R6 Colle Cugno I Aidone F. 269 III NE 142 Area di frammenti n.d. L’area di frammenti fittili (m 20 x 20) si estende nel cuore di un vasto campo di frumento, ai piedi di Colle Cugno (m 185 slm). La ricognizione è stata condotta al momento dell’aratura, probabile ragione della dispersione dei reperti. Sono stati rinvenuti frammenti pertinenti a ceramica comune e rozza terracotta, i cui esemplari più antichi sono databili al I sec. d.C.; si segnala anche la presenza di alcuni frammenti di Sigillata Africana D (III-IV sec. d.C.) 466208 4141646 Laureanti 2007 E. Procelli; E. Tortorici 20 x 20 0.04 37.421006 14.618097
R60 Masseria Mandra Mineo F. 269 III SE 275 Area di frammenti La zona oggetto della ricognizione è situata a O di Borgo Pietro Lupo, testimonianza della colonizzazione agraria d'età fascista: l'area è compresa nella proprietà della Masseria Mandra, accessibile dalla SP 179. La ricognizione è stata condotta su un vasto campo che si estende ai piedi di un basso poggio, la cui sommità è incolta. Nonostante le condizioni di visibilità non ottimilali è stato possibile identificare un'area (m 25 x 40) di frammenti di ceramica fine da mensa, pietrame e laterizi sul pianoro che domina la valle. In base alla presenza di Sigillata Africana D è possibile datare l'occupazione dell'area alla tarda età imperiale 465994 4132725 25 x 40 0.1 37.340587 14.616089
R61 Contrada Acquamenta I Ramacca F. 269 III SE 278 Area di frammenti L'area di frammenti (m 40 x 40) è situata a ca km 3,5 dall'uscita da Ramacca: lungo la SP103, sul margine destro della strada, si trova un campo, ex sede di una pista di motocross. Il terreno, arato al momento della ricognizione, si presenta molto gessoso: tutta l'area è ricoperta di abbondante materiale fittile (soprattutto laterizi e ceramica comune), la cui analisi ha appurato il lungo arco cronologico dell'insediamento. Dopo una prima fase di frequentazione nel VI - V sec. a. C., l'occupazione del sito riprende sotto Augusto ed è molto intensa durante i primi due secoli dell'impero, ma subisce un brusco arresto all'inizio del III e viene abbandonato fino alla metà del IV secolo: da questo momento fino al VI secolo l'industria materiale torna ad attestare la presenza umana anche se, forse, in misura minore rispetto ai primi secoli 469591 4139178 Di Mauro 40 x 40 0.16 37.398877 14.656431
R62 Contrada Acquamenta II Ramacca F. 269 III SE 261 Area di frammenti L'altra area di frammenti fittili di Contrada Acquamenta è situata tra l'UT.55 e il centro di Ramacca. Lungo la SP 103 sono noti numerosi rinvenimenti sporadici: la ricognizione del campo incolto ha permesso di identificare un'area (m 20 x 20) di frammenti che sembra attestare una lunga frequentazione. I reperti, infatti, sono riferibili due fasi principali: la prima a età ellenistica e la seconda tra la media e la tarda età imperiale 470279 4139210 Di Mauro 20 x 20 0.04 37.399188 14.664203
R63 Contrada Passopiraino Ramacca F. 269 III SE 276 Area di frammenti Mansio? Nei pressi di masseria Torricella, nel corso della ricognizione di Contrada Passopiraino è stata individuata una vasta area di frammenti, attestata per un'estensione di circa m 150 x 150: l'area è comunemente nota come "Torricella Nuova" per distinguerla dall'omonimo insediamento castellucciano. Tutta l'area è caratterizzata dalla densa distribuzione di frammenti di laterizi, e di ceramica fine da mensa, ceramica da cucina di produzione africana e da qualche frammento di anfora. Del sito è noto il rinvenimento di una moneta di III secolo. La cronologia del materiale raccolto data la frequentazione dalla media età imperiale fino al VI sec. d.C.: l'ampio orizzonte cronologico e la consistenza del materiale archeologico rinvenuto attestano l'importanza dell'area, in estrema prossimità della via interna che da Catania procedeva verso l'interno 469037 4138019 Di Mauro 150 x 150 2.25 37.388412 14.650221
R64 Masseria Torricella Ramacca F. 269 III SE 324 Area sepolcrale L'area di necropoli è stata individuata in prossimità della masseria Torricella, nella contrada omonima a NO da Ramacca. Nei pressi della masseria si erge una cresta rocciosa, isolata e frastagliata, alla quale la località deve il proprio nome. Il rilievo presenta una fronte incurvata e chiude la piccola valle nella quale, negli anni Settanta del secolo scorso, è stato indagato il sito di un villaggio castellucciano. In questa cresta, così come negli affioramenti rocciosi che la circondano si aprono una serie di tombe a grotticella, molte delle quali ormai in precario stato di conservazione; é presumibile che l'intera necropoli vada messa in relazione con la presenza del villaggio e vada dunque datata all'età del bronzo antico 469584 4137932 Di Mauro 0.5 37.388412 14.650221
R65 Contrada Santa Croce Mineo F. 269 III SE 336 Area sepolcrale A S del paese di Ramacca si estende una sella di colline che costituiscono la contrada Santa Croce; la parte più prossima al centro abitato è denominata dagli abitanti Santa Croce della Calcara. La ricognizione dell'area ha documentato la presenza di un'area di frammenti castellucciani. L'area di frammenti (m 25 x 25) conferma quanto già noto circa l'esistenza di un sito dell'età del bronzo antico nei pressi del centro di Ramacca. Si segnala, inoltre, in relazione al possibile villaggio castellucciano la presenza di quattro tombe a grotticella artificiale di cui non è stato possibile effettuare il rilievo per la mancata disponibilità da parte del proprietario all'accesso al lembo di necropoli 473126 4136842 Di Mauro 25 x 25 0.0625 37.377937 14.696458
R66 Contrada Vannuto Ramacca F. 269 III SE 358 Area di frammenti Un'area di frammenti è stata identificata nella masseria Vannuto, situata in un'ampia pianura che si estende a SO dal centro di Ramacca. Nell'area sono noti rinvenimenti di ceramica neolitica della facies di Diana e del Neolitico. La ricognizione dell'intera area ha constatato i vigorosi processi di trasformazione avvenuti in relazione all'impianto di frutteti e di un bacino di irrigazione. L'area di frammenti individuata si estende a SO del Cozzo Santa Maria, in corrispondenza del taglio della cresta rocciosa per la costruzione della strada, che ha coinvolto e distrutto una grotta, usuale riparo per i pastori. Sul limite della carreggiata è stata identificata l'area di frammenti fittili. Si tratta di una striscia (m 26 x 12) che si distingue anche ad occhio nudo per il colore chiaro. I materiali rinvenuti, pesi da telaio e frammenti di tegole dipinte, possono essere relativi all'uso della grotta come luogo di culto. I materiali sono datati dal VI sec. a.C. fino all'età ellenistica: l'unico elemento di età romana è costituito da un frammento di sigillata africana D 469316 4136998 Di Mauro 26 x 12 0.0312 37.379218 14.653415
R67 Cozzo Santa Maria Ramacca F. 269 III SE 321 Area di frammenti Insediamento Il colle Santa Maria, situato al limite tra le contrade Zotto e Gallinella, culmina con un pianoro (m 374 slm) che declina dolcemente sul versante meridionale, mentre a N scende a strapiombo fino alla strada. L'area di frammenti si estende sul pianoro: i frammenti sono assai numerosi e distribuiti in maniera omogenea su tutta l'area; la densità dei reperti diminuisce nel settore meridionale dell'altura. Il materiale consiste in larga parte in frammenti di tegole pettinate, anse a solco mediano, tegole vacuolate e ceramica invetriata; la ricognizione ha restituito anche molta ceramica ad impasto, appartenente alle facies di Castelluccio e Thapsos che, sebbene distribuita su tutta l'area, abbonda particolarmente in corrispondenza del settore N del pianoro, dove è stata rinvenuta anche un'ascetta basaltica microlitica; alla distanza di m 100 a NO, si segnala una concentrazione di schegge di selce 468755 4136548 Di Mauro 100 x 100 1 37.375144 14.647097
R68 Contrada Zotto Ramacca F. 269 III SE 388 Area di frammenti L'area pianeggiante che si estende tra il colle Malaponte soprano e il complesso di colline di Santa Croce, a O di Ramacca, prende il nome di "Fastucheria" in ricordo degli alberi di pistacchio che qui abbondavano. La ricognizione, condotta in condizioni di non perfetta visibilità poichè incolta, ha identificato un'area di frammenti fittili: l'arco cronologico dell'occupazione dell'area è indicato dal materiale di epoca romana, frammenti di laterizi, di ceramica sigillata e di anfore da trasporto. L'area di frammenti occupa la sella tra due bassi affioramenti rocciosi: la ricognizione dell'altura ha evidenziato la presenza di resti di mura a secco appartenenti ad una struttura a due vani, di cui una a pianta circolare e l'altra a pianta rettangolare; l'area circostante (m 30 x 45) è caratterizzata dalla presenza di materiale archeogico, ossia frammenti di tegole, laterizi e ceramica. Dall'esame dei materiali si ricava che il sito fu occupato per la prima volta nel II sec. e che raggiunse il suo massimo sviluppo durante il IV e il V sec. d.C. per continuare almeno fino al VI sec. d.C.. L'esistenza di una fattoria romana di una certa rilevanza è desumibile dai numerosi frammenti di sigillata, tra i quali si segnalano un frammento decorato a rilievo di tipo C e due frammenti di sigillata microasiatica 471348 4136886 Di Mauro 30 x 45 0.135 37.378277 14.676379
R69 Contrada Gallinella I Ramacca F. 269 III SE 216 Area di frammenti L'area di frammenti è stata identificata a S di Cozzo Santa Maria (R67), sulla pianura che si estende immediatamente ai piedi del versante meridionale del colle. La ricognizione dell'area, incolta al momento del lavoro sul campo e quindi a visibilità scarsa, ha identificato di un'area di frammenti fittili nei pressi di un casale abbandonato (m 40 x 40). Dall'osservazione dei materiali è emerso che, nell'areale, la ceramica a vernice nera del IV sec. a.C. si concentrava nel settore E, mentre minuti frammenti di sigillata africana privi di orlo caratterizzavano il materiale del settore O; laterizi e ceramica comune sono comuni a entrambi i settori 468771 4136003 Di Mauro 40 x 40 0.16 37.370232 14.647301
R7 Colle Cugno II Ramacca F. 269 III NE 124 Area di frammenti Fattoria L'area di frammenti fittili si estende a S del fiume Gornalunga, su un ampio pianoro cui si accede da una strada sterrata che si dirama dalla SP 112: le rovine oggi visibili nell’area sono i resti di una scuola di età fascista, oggi in uso come riparo di animali. L’area di frammenti (m 80 x 30) si concentra in prossimità delle rovine: al centro del pianoro si concentra la maggiore percentuale di frammenti di ceramica romana da mensa e da cucina; ai margini meridionali dell’area, nei pressi dell’uliveto, è attestata la presenza di frammenti pertinenti ad anfore e rozza terracotta. Tra i rinvenimenti, si segnala un frammento di orlo di anfora pertinente alla Dressel 7-11/LII utilizzata per il trasporto di garum e di altre salse di pesce (Ostia II, p. 118-119), che insieme ai numerosi frammenti di Sigillata Italica datano la fase di più antica occupazione del sito a partire dal I sec. a.C. I frammenti di Sigillata Africana E e di Sigillata dell’Algeria orientale e centrale porrebbero la fine dell’insediamento tra il IV e il V sec. d.C. 467084 4141435 Laureanti 2007 80 x 30 0.24 37.419139 14.628014
R70 Contrada Gallinella II Mineo F. 269 III SE 325 Area sepolcrale La ricognizione condotta alle pendici SE di Cozzo Santa Maria (R67) ha identificato un nucleo di tombe a grotticella artificiale, inaccessibili per la vegetazione e l'interro considerevole: esse vanno probabilmente messe in relazione con l'insediamento coevo attivo sul pianoro. Non si segnala la presenza di frammenti 468861 4136605 Di Mauro 0.5 37.375669 14.648299
R71 Colle Conventazzo I Mineo F. 269 III SE 305 Strutture Il colle Conventazzo è l'ultimo dei rilievi del sistemadi cui fanno parte anche Poggio Bosco e Contrada S. Croce, a SO di Ramacca. Il luogo, ricco di acqua per la presenza di una sorgente, fu sede di un convento, come rivela lo stesso toponimo, forse da identificare con quello dell'ordine di Santa Maria di Gala. Cosparsi sul terreno si trovano numerosi frammenti di tegole basso-medievali (XI -XII sec.) e delle strutture murarie probabilmente coeve 471746 4136388 Di Mauro 0.002 37.373797 14.680885
R72 Colle Conventazzo II Mineo F. 269 III SE 204 Area di frammenti La ricognizione dell'area di colle Conventazzo ha compreso anche il vicino colle Ramito, rispetto cui è situato a SO. Nonostante la visibilità fosse assai scarsa, l'indagine sul campo del pianoro (m 20 x 30) ha identificato molti strumenti litici e frammenti ceramici. Della ceramica rinvenuta, l'analisi ne ha identificato la gran parte come riconducibile alla facies di Castelluccio; alla facies di Malpasso sono attribuibili un frammento di un pithos cordonato e ceramica ad impasto grigio e rosso. Dopo la frequentazione del sito tra la fine dell'Eneolitico e il Bronzo antico, nel sito sono presenti tracce riconducibili all'età arcaica, frammenti di ceramica indigena arcaica, della facies di Licodia Eubea 472241 4135987 Di Mauro 20 x 30 0.06 37.370198 14.686502
R73 Contrada Mongialino III Mineo F. 269 III SE 163 Area di frammenti L'area di frammenti (m 20 x 20) è situata a S del corso del fiume Margherito: la ricognizione è stata condotta su un'ampia area coltivata a grano, attraversata in senso NO-SE dalla SP 179. La ricognizione condotta in coincidenza dell'aratura ha permesso di individuare un'ampia dispersione di reperti, costituita in larga parte da laterizi. La ceramica è presente in quantità esigua: probabilmente si trattava di un insediamento di piccole dimensioni o, forse, gli strati archeologici non sono stati inttaccati dall'attività agricola: allo stato attuale l'occupazione del sito è testimoniata per il IV sec. a. C. e poi di nuovo IV-V secolo d.C. 468465 4134651 Di Mauro 20 x 20 0.04 37.358035 14.643903
R74 Contrada Modichella Mineo F. 269 III SE 131 Area di frammenti L'area di frammenti fittili è situata tra le contrade Mongialino e Piana dei Re, a S del corso de fiume Ferro. La prima ricognizione condotta sul pianoro aveva documentato, nonostante la bassa visibilità, un'area di frammenti fittili (m 30 x 40) in cui erano uniformemente distribuiti frammenti di ceramica preistorica (facies di Castelluccio) e di ceramica a vernice nera ellenistica. L'impianto recente di un frutteto ha del tutto compromesso la possibilità di ripetere la ricognizione 469651 4134721 Di Mauro 30 x 40 0.12 37.358705 14.657292
R75 Cozzo Monaci Mineo F. 269 III SE 147 Tomba isolata Cozzo Monaci è un poggio roccioso situato a S di Ramacca, il cui pianoro sommitale degrada dolcemente in senso NO-SE. La ricognizione della vasta area pianeggiante e del pianoro non ha individuato tracce di frequentazione in antico, forse a causa delle scarse condizioni di visibilità al momento della ricerca sul campo; si segnala una tomba a grotticella artificiale nelle pendici settentrionali del colle 473163 4134924 Di Mauro 37.360643 14.696943
R76 Contrada Timignola Mineo F. 269 III SE 321 Area di frammenti Fattoria La ricognizione tra le contrade Timignola e Mongialino si è concentrata su una vasta area coltivata a grano, ai piedi di una collina caratterizzata d un affioramento calcareo. Individuata sulla cresta dell'altura, l'area di frammenti (m 20 x 25) è caratterizzata dall'abbondante presenza di frammenti di laterizi, tegoloni a listello e kalyptér hegemón, e di ceramica a vernice nera e fine da mensa. Si segnala, inoltre, l'esistenza di una cavità, accessibile dal pianoro, forse un bunker della seconda guerra mondiale. La presenza di materiale fittile da copertura di età arcaica così rilevante parrebbe indiziare l'esistena di un edificio di una certa rilevanza. L'area fu di nuovo occupata in età ellenistica (IV e il III sec. a.C.) e ancora tra l'età augustea e la fine del II d.C., forse da una piccola fattoria 469353 4133570 Di Mauro 20 x 25 0.05 37.348321 14.653975
R77 Contrada Gelso F. 269 II SO 53 Area di frammenti Fattoria L'area di frammenti fittili (m 100 x 150) si estende all'interno di un terreno recintato, in cui è possibile accedere attraverso un campo vicino. L'appezzamento si trova su un'ansa del fiume Gornalunga a circa 1 km a NE della Masseria Scavo. L'area è divisa in due parti da una stradina sterrata, che, dalla SS 288, arriva fino al fiume. Su tutta la superficie del terreno è possibile osservare una notevole quantità di materiali da costruzione, in particolare tegole e mattoni, e una diffusa presenza di frammenti ceramici. L'esame dei rinvenimenti ha permesso di ipotizzare la presenza di un insediamento rurale, quasi sicuramente una fattoria, di epoca romana. La presenza di ceramica romana a vernice nera collocherebbe l'inizio dell'occupazione al più tardi durante il IV sec. a.C.; l'individuazione di un frammento di coppa megarese mostra come l'insediamento avesse dei contatti commerciali, provati pure dai numerosi frammenti di anfore da trasporto. Lo scarto di fusione di pasta vitrea potrebbe far pensare alla presenza di una officina per la lavorazione del materiale, o di una magazzino per la sua conservazione. La fattoria fu probabilmente abbandonata durante il IV sec. d.C., come testimoniato dall'assenza di materiali databili in periodo successivo a quanto testimoniato dalla sigillata africana 478116 4140647 Sirena 100 x 150 1.5 37.412359 14.752705
R78 Masseria Scavo I F. 269 II SO 69 Area di frammenti L'area di frammenti fittili (m 50 x 60) si estende attorno alla masseria Scavo, situata su un basso poggio alla confluenza tra un torrente e il fiume Gornalunga. La presenza della masseria ha creato uno sconvolgimento della superficie, tanto che i frammenti di sigillata africana sono stati rinvenuti frammisti a frammenti di mattoni moderni. Altri frammenti sono stati rinvenuti in un agrumeto che circonda la masseria a N. Materiali preistorici, un frammento di skyphos, frammenti di vetri e una tegola col bollo, provenienti da rinvenimenti sporadici sono conservati al Museo di Ramacca. I materiali preistorici datano la frequentazione dell'area al Neolitico (facies di Stentinello e di Diana) e al Eneolitico (facies di Malpasso). Un frammento di skyphos a vernice nera costituisce l'unica testimonianza relativa a una frequentazione tra IV e III sec. a.C. La storia insediativa dell'area riprende con l'occupazione in età romana imperiale, come confermato dalla presenza della sigillata africana C e D. L'abbandono del sito dovrebbe essere avvenuto nel V-VI sec., come provato dalla ceramica comune. La presenza di oggetti di un certo pregio, come i frammenti di bottiglia di vetro potrebbe essere spiegata con la presunta esistenza di una piccola necropoli di età romana, andata distrutta a seguito di sbancamenti del terreno 479250 4140118 Sirena 50 x 60 0.3 37.407617 14.765534
R79 Poggio delle Forche Ramacca F. 269 II SO 301 Area di frammenti L'area di frammenti fittili (m 100 x 100) si estende su di un ampio pianoro posto in cima alla collina denominata Poggio delle Forche. Si tratta di una formazione calcarea, che degrada in maniera piuttosto ripida sui versanti N e O, ma che offre una via d'accesso più agevole dal versante S. Il pianoro occupa una posizione strategicamente importante per l'ampia visuale offerta sia verso la Piana di Catania sia verso la Montagna di Ramacca. Il terreno è accessibile attraverso una proprietà privata, che attualmente è coltivata parte ad oliveto, parte a frumento e parte incolta. L'area si articola su due livelli ben definiti: il settore posto a quota più bassa si estende all'interno di un oliveto ed occupa un'area di circa ha 0,15. Questa parte viene a trovarsi esattamente nel punto più agevole di accesso al poggio, sopra il luogo dove sono state segnalate due sepolture a fossa. Il terreno posto a quota più alta è delimitato da una serie di muri di contenimento, dei quali non è stato possibile stabilire la data di costruzione; per accedere a questa parte del poggio si supera un leggero pendio che immette sul pianoro superiore. I frammenti fittili sono facilmente visibili su tutta l'estensione del terreno incolto, che è ampio all'incirca ha 0,8 e chiuso a E e a S da pareti calcaree. I materiali chiariscono la lunga storia insediativa del sito, occupato dalla Preistorica fino all'età classica. È verosimile che il poggio sia stato sede di un insediamento preistorico, come testimoniato dalla presenza delle ceramiche della facies di Stentinello, di Castelluccio e dai numerosi frr. di industria litica, oltre alle schegge di selce e quarzarenite che si trovano piuttosto facilmente su tutta l'area. Sembra poi che, senza soluzione di continuità, il poggio fu sede di un abitato che lo occupò per almeno tre secoli, dall'VIII sec. a.C. (ceramica della facies di Licodia Eubea) fino alla metà del V sec. a.C. (ceramica attica a vernice nera). L'abitato di Poggio delle Forche fu poi abbandonato nella seconda metà del V sec. a.C. 473739 4139251 Sirena 100 x 100 1
R8 Torre di Albospino Ramacca F. 269 III NE 205 Area di frammenti n.d. La torre di Albospino era parte del feudo omonimo, donato alla città di Caltagirone nel XII sec.d.C. dal conte Ruggero: l’unica notizia cui si accenna all’esistenza della torre è un documento del 1722 (Magnano San Lio E. 1995, pp. 53-85). La ricognizione dell’area circostante, un vasto campo coltivato a frumento, ha identificato un’area di rari frammenti fittili (m 5 x 5): gli unici databili sono due frammenti di tegole pettinate 463993 4145903 Laureanti 2007 5 x 5 0.0025 37.459293 14.592857
R80 Monte Pulce Ramacca F. 269 II SO 181 Area di frammenti L'area di frammenti fittili (m 50 x 70) si estende attorno alle pendici di un piccolo massiccio calcareo, m 200 a NO del Monte Pulce, sede di zolfare abbandonate. Date le evidenti tracce di sbancamento sul fianco NO del massiccio, è molto probabile che questo, in origine, dovesse essere più esteso e con pareti meno ripide di come si possono osservare adesso. I materiali sono stati rinvenuti nella zona del terreno che è coltivato a fichidindia, ad E del massiccio, e, in parte, sulle pareti meno ripide del massiccio stesso. Sono stati rinvenuti frammenti che si riferiscono all'Antica Età del Bronzo (facies di Castelluccio) alla Prima età del ferro (facies di Licodia Eubea); si segnala anche la presenza di una notevole quantità di schegge di selce, che testimonia la lavorazione della pietra, e una piccola scheggia di ossidiana. L'abbandono del sito sembra indicato dall'assenza di frammenti databili ad epoche posteriori rispetto a quanto testimoniato dalla facies di Licodia Eubea e dall'assenza dì materiali di produzione greco-coloniale, a parte lo sporadico frammento dipinto. Il sito era già noto da precedenti ricognizioni e alcuni dei materiali sono esposti al Museo comunale di Ramacca 475343 4139314 Sirena 50 x 70 0.3 37.400274 14.721414
R81 Contrada Ficuzza Ramacca F. 269 II SO 111 Area di frammenti L'area di frammenti fittili si estende sul pianoro in cima ad una piccola collina a NE di Monte Pulce, accessibile attraverso la SP 107. La ricognizione è stata condotta all'interno di un vasto campo coltivato. Il versante settentrionale della collina, sulla cui sommità si trovano due costruzioni, è un uliveto. I materiali sono stati rinvenuti tra le pendici della collina e l'area pianeggiante: in particolare i frammenti di anfore da trasporto sono stati rinvenuti sui ripidi fianchi dell'altura, sia sul versante O che sul versante E; la sigillata africana è stata rinvenuta in un'area di m 3 x 3 a E; all'interno del campo sono stati identificati frammenti di tegole e frammenti di ceramica comune sparsi in maniera omogenea (m 30 x 30). Altri frammenti (un'aletta di tegola piana e il frammento di lucerna in sigillata) sono stati rinvenuti in un campo subito a S della collinetta, probabilmente trasportati dal dilavamento. È probabile che tale distribuzione dei frammenti rispecchi l'originaria sistemazione degli ambienti della fattoria, per cui potremmo ipotizzare una zona destinata alla conservazione delle derrate alimentari (molto probabilmente scoperta, come testimoniato dalla mancanza di frammenti di tegole), dove sono presenti i frammenti di anfore, e una zona coperta, destinata alla vita quotidiana (testimoniato dalla presenza della sigillata africana e della ceramica da cucina). La datazione dei materiali ceramici è compresa fra i secoli I sec. a.C. e VI - VII d.C., con l'intervallo di circa un secolo: manca infatti qualsiasi testimonianza per il II sec. d.C. 476220 4139641 Sirena 30 x 30 1 37.403245 14.731312 Anomalia su GOOGLE MAPS
R82 Masseria Santo Stefano Ramacca F. 269 II SO 84 Area sepolcrale La necropoli è costituita da tre tombe a grotticella artificiale, che si aprono su un fianco del massiccio calcareo su cui sorge la masseria S. Stefano, situata a NO del territorio di Ramacca. La collina si eleva sulla pianura circostante ed è perfettamente visibile anche a distanza notevole. Sull'altura non sono stati rinvenuti materiali, ad eccezione di un frammento di ceramica della facies di Thapsos. Uno sbancamento fatto negli anni Sessanta del secolo scorso ha tagliato le pendici della collina, separando le tombe. La prima delle tre tombe (fig. X, tav. X) si trova è attualmente adibita al ricovero di animali: rimaneggiamenti ne hanno modificato la forma originaria, soprattutto dell'apertura, che non si presenta leggibile in modo soddisfacente; la pianta è quasi perfettamente circolare, con gli assi che misurano m 1,66 e m 1,64; la sezione è curva e raggiunge l'altezza massima di m 0,86. La seconda tomba (fig. X, tav. X) si trova a circa m 30 di distanza dalla prima, sul medesimo costone roccioso, ma con l'apertura rivolta a N. La grotticella, del tipo simile alla precedente, si trova in uno stato di conservazione migliore: la pianta è circolare, con gli assi che misurano m 1,48 e m 1,30, e sezione curva, e altezza massima di m. 0,78. La terza tomba (fig. X, tav. X) si trova a circa m 100 dalle altre due, ed è scavata su un modesto costone roccioso distante dalla collina. L'ingresso alla grotticella è parzialmente ostruito da un crollo e tracce di crollo si segnalano anche all'interno: la tomba ha pianta circolare, modificata in parte dagli eventi distruttivi, che hanno creato una sorta di nicchia irregolare sulla parete di fondo; gli assi misurano m 1,45 e m 1,40 477386 4138785 Sirena 37.395565 14.744514
R83 Masseria Svegliamassaro Ramacca F. 269 II SO 108 Tomba isolata La tomba, una grotticella artificiale, è scavata su un modesto massiccio roccioso a S della masseria Svegliamassaro, all'interno della proprietà Nicolosi. La grotticella, con apertura rivolta ad E, ha pianta irregolare, fatto dovuto probabilmente alle difficoltà di escavazione; gli assi principali misurano m 2,20 e m 1,50. La sezione è curva, con altezza massima di 1 metro circa. Nei pressi della grotticella non è stato rinvenuto alcun materiale che possa fornire indizi circa la datazione 475874 4137919 Sirena 37.387714 14.727459
R84 Contrada San Giacomo I F. 269 II SO 85 Tomba isolata A breve distanza (circa m 600 in linea d'aria) dalla tomba in contrada Svegliamassaro, è visibile un'altra tomba, situata all'interno di una proprietà privata. La tomba è, in realtà, una piccolissima escavazione sul lato S di un ampio massiccio roccioso posto sulla medesima isoipsa della masseria Svegliamassaro. Non è stato possibile effettuare rilievi grafici perché allo stato attuale la grotticella viene utilizzata come deposito di attrezzi agricoli dal proprietario del terreno 475884 4137503 Sirena 37.383965 14.727585
R85 Monte San Nicola Ramacca F. 269 II SO 353 Sporadico Il monte S. Nicola è in realtà una collina che si trova immediatamente ad E del centro abitato di Ramacca. La ricognizione non è stata possibile perchè oggi l'area è abitata e le proprietà recintate. Si segnala la presenza di materiali provenienti da Monte San Nicola in deposito nei magazzini del Museo di Ramacca, con denominazione generica "Monte S. Nicola".Tali frammenti provengono dal luogo dove attualmente sorge una casa privata, in cui non è stato possibile accedere. Pare che questi materiali siano stati rinvenuti durante i lavori di scavo per la costruzione dell'edificio. Inoltre, è noto che i frammenti di ceramica arcaica in deposito provengano da sepolture, coinvolte dall'espansione urbanistica alle pendici del monte. Non è chiara, infine, la provenienza della ceramica fine da mensa 473870 4137688 Sirena n.d. 37.385578 14.704829
R86 Contrada Scorzone Ramacca F. 269 II SO 242 Tomba isolata La ricognizione di Contrada Scorzone, ampia area a E del centro urbano di Ramacca, non ha identificato aree di frammenti fittili, nonostante la discreta visibilità. Si segnala la presenza di una tomba a grotticella artificiale a pianta poligonale, che si apre sul versante esposto a S del costone. La grotticella presenta una sezione quadrangolare: dato lo stato precario di conservazione non è stato possibile documentarne la planimetria 474274 4137321 Sirena 37.382281 14.709405
R87 Masseria San Iacopo Ramacca F. 269 II SO 69 Area di frammenti Fattoria L'area di frammenti fittili è situata a E del centro di Ramacca, in un terreno incolto al momento della ricognizione, ma con tracce di coltivazione di cereali, di pertinenza della masseria San Iacopo. L'appezzamento si estende in pianura in direzione EO dalla SP 107, dalla quale è accessibile, fino al fiume dei Monaci, a una quota di m 76 slm e per un'ampiezza di circa ha 5,6. L'area di frammenti fittili (m 90 x 90) si estende tra il terreno incolto e l'agrumeto a N dell'area, anche se la quantità di rinvenimenti si fa piuttosto esigua rispetto a quella del terreno libero. La presenza di numerosi frammenti di materiali da costruzione, in particolare tegole e laterizi, fa ipotizzare l'esistenza di una costruzione, probabilmente una fattoria, che occupa il sito dall'età repubblicana (ceramica a vernice nera) almeno fino al VI secolo d.C. ( forma Lamboglia 60). La ricchezza e la grandezza della fattoria è testimoniata dalla presenza di numerosissimi frammenti di ceramica fine da mensa e da frammenti di anfore da trasporto. È probabile che la fattoria controllasse l'ampia distesa di territorio che la circonda in tutte le direzioni 476608 4137426 Sirena 90 x 90 0.81 37.383289 14.735766 Anomalia su GOOGLE MAPS
R88 Contrada San Giacomo II Ramacca F. 269 II SO 153 Area di frammenti Fattoria L'area di frammenti fittili è ubicata a E di Ramacca: il terreno ricognito si estende coincide parzialmente con un oliveto situato sul fianco di una collinetta, in contrada S. Giacomo. I frammenti sono stati rinvenuti in un'area circoscritta (m 40 x 45); consistono in pareti ed anse classificabili come rozza terracotta e per nessuno di essi è stato possibile identificare le forme originarie. In base ai frammenti rinvenuti, in particolare la tegole pettinate, e la ceramica corrugata, si può ipotizzare che il sito sia stato occupato da un piccolo insediamento molto povero a partire dal V sec. d.C. 475481 4136715 Sirena 40 x 45 0.2025 37.376851 14.723059
R89 Contrada Principessa Mineo F. 269 II SO 151 Area di frammenti L'area di frammenti fittili, situata a SE del centro di Ramacca, si estende nei pressi dell'innesto tra la SS 192 e la SS 417 Catania-Gela, in territorio di Mineo. La ricognizione è stata condotta su un terreno privato in leggero pendio, mentre era in corso l'aratura stagionale; al momento della prima ricognizione l'area era coltivata soli in parte, ma nel corso del 2013 anche la superficie incolta è stata destinata all'impianto di un agrumeto. L'area di frammenti individuata (m 25 x 30) presentava una distribuzione omogenea dei reperti. I materiali rinvenuti si datano in gran parte all'Antica Età del Bronzo (facies di Castelluccio); ulteriore indizio per l'esistenza di un insediamento castellucciano è la presenza di numerose schegge di selce e quarzarenite. Si segnala la presenza di alcuni frammenti riferibili all'epoca romana imperiale, rinvenuti nel settore S dell'area, frammisti al materiale preistorico. La presenza di questi reperti farebbe pensare alla presenza di un insediamento, probabilmente una piccola fattoria, che si sviluppa per un arco di tempo di circa un secolo, dall'inizio del II (come testimoniato dalla presenza della forma Lamboglia 2a) fino al III secolo (forma Lamboglia 1c). Oltre ai frammenti di ceramica fine da mensa sono presenti alcuni frammenti di anfore romane da trasporto. L'assenza in superficie di altro tipo di materiale romano, non consente una definizione più precisa circa la natura dell'insediamento. Una tomba isolata, una grotticella artificiale, è ricavata sul fianco di un piccolo sperone di roccia, al di sopra del quale sorge la masseria Principessa (m 102 slm). Della tomba non è stato possibile effettuare il rilievo, per la presenza di vegetazione che ostruiva l'accesso e a causa del fatto che essa si apre al di là di un piccolo canale, ad una altezza di circa un metro dal suolo. In prossimità della tomba è stato rinvenuto un frammento riconducibile alla fase di frequentazione del villaggio coevo 475467 4136001 Sirena 25 x 30 0.075 37.370415 14.722925
R9 Fattoria Pioppo Aidone F. 269 III NE 178 Area di frammenti n.d. La fattoria Pioppo è ubicata a S dal corso del fiume Gornalunga, accesibile da una strada sterrata che si dirama dalla SP 73 in direzione del Lago Ogliastro. L'area di frammenti (m 5 x 5) si estende lungo il fianco del pendio su cui sorge la fattoria, terreno incolto a scarsissima visibilità. I frammenti rinvenuti sono pertinenti a un arco cronologico compreso tra il II sec. d.C. (Sigillata africana A) e il V sec. d.C. (Sigillata africana D) 463692 4143900 Laureanti 2007 5 x 5 0.0025 37.441227 14.589552
R90 Contrada Frumentara Mineo F. 269 II SO 102 Tomba isolata La ricognizione di Contrada Frumentara, area a SE di Ramacca, è stata condotta nel periodo dell'aratura. Si segnala la presenza di una tomba a grotticella artificiale con l'apertura orientata perfettamente ad E (fig. X, tav. X). La grotticella è ricavata sul fianco di un piccolo sperone che si eleva sul lato N della SS 417 Catania-Gela, a ca m 700 dallo svincolo per Ramacca, in territorio di Mineo. La pianta della grotticella è quasi perfettamente circolare, con gli assi che misurano m 1,66 e m 1,60; la sezione è curva, con altezza massima m. 1,26. Al suo interno non è stata rinvenuta ceramica; ad O della tomba sono stati rinvenuti pochi frammenti di tegole curve pettinate. Lo sperone che si trova di fronte al lato su cui si apre la grotticella conserva i resti di un'altra grotticella. Sullo sperone è stata identificata una escavazione circolare con i resti di un ingresso rivolto a S. La sezione (fig. X) mostra come l'andamento della probabile parete di fondo sia simile a quello della grotticella descritta prima; gli assi misurano rispettivamente m 1,24 e 1,30 475024 4135454 Sirena 37.365476 14.717948
R91 Poggio Uccello F. 269 II SO 88 Tomba isolata La ricognizione dell'area a ridosso di Poggio Uccello, bassa altura a SE di Ramacca, non ha identificato aree di frammenti, probabilmente a causa della visibilità scarsa dovuta all'estensiva coltivaizone della vite. Si segnala la presenza di una tomba a grotticella artificiale che si affaccia sul versante S di un piccolo sperone nei pressi del Poggio Uccello. Attualmente si trova in un terreno recintato all'interno del quale non è stato possibile accedere, ma è visibile dalla SS 417. È probabile che possa essere connessa alla necropoli di Contrada Monaci, dalla quale dista meno di km 1 in linea d'aria 474356 4135039 Sirena 37.361714 14.71041
R92 Contrada Monaci Mineo F. 269 II SO 154 Area sepolcrale Tombe a grotticella; Tombe a tholos La Contrada Monaci, che prende nome dall'ex Feudo omonimo, è compreso nel territorio del comune di Mineo. In quest'ampia area (ha 11,23), la cui ricognizione di superficie non ha identificato aree di frammenti fittili, è stata dentificata una piccola necropoli: le sette tombe rupestri sono disposte lungo i versanti N e S di un massiccio roccioso indicato sulla carta IGM con la quota di m 154 metri slm. La prima delle sette tombe (fig. X, tav. X) si trova in un piccolo sperone di roccia che emerge sul fianco N dell'altura, ed è visibile dalla strada che dalla SS 417 porta a Ramacca. L'ingresso della grotticella è rivolto a N, la pianta è ovale, con gli assi che misurano rispettivamente m 2,22 e m 1,55; l'apertura si trova a circa un metro dal suolo e non presenta caratteristiche rilevanti; il pavimento della grotticella non è piano, ma degrada leggermente da E ad O, per un dislivello totale di circa cm 20. La seconda tomba (fig. X, tav. X) fa parte di un insieme di tre grotticelle scavate sulla medesima parete rocciosa, e precisamente sul versante meridionale del piccolo massiccio situato a SE dell'altura quotata. La tomba è orientata a S e si trova a non più di m 300 in linea d'aria dalla SS 417 e a circa km dal Fiume dei Monaci. La pianta è quasi perfettamente circolare e la sezione ha un profilo tholoide. L'apertura presenta una piccola risega interna e, all'esterno, l'escavazione per l'appoggio della pietra tombale o del muretto per chiuderla. Gli assi misurano m 2 e m 1,95. L'impressione è quella di una certa monumentalità, considerato che l'altezza massima del soffitto misura m 1,85. L'altra tomba (fig. X, tav. X), quella centrale delle tre che occupano la stessa parete, appare parzialmente erosa dagli agenti atmosferici, anche perché la roccia in cui è scavata sembra più friabile rispetto a quella della precedente. La struttura architettonica è molto simile alla precedente: anche in questo caso presenta una pianta pressoché circolare (assi m 1,55 e m 1,70) e una sezione a profilo tholoide con altezza massima di m 1,55. La quinta tomba (fig. X, tav. X) è quella più ad E e non si tratta, allo stato attuale di una grotticella ma di un ingrottato non meglio definibile. E' probabile che in origine ci fosse una grotticella ma che questa sia stata ampliata: difatti, dove doveva trovarsi l'apertura originaria della grotticella, restano le tracce dell'escavazione per il posizionamento della lastra tombale. La sesta tomba (fig. X, tav. X) appartiene ad un gruppo di due che presentano caratteristiche morfologiche simili, sebbene non siano contigue. La grotticella si trova sul versante meridionale del massiccio e attualmente è aperta anche verso N, a causa del crollo parziale della parete di fondo; l'apertura si trova orientata a S. La pianta è ovale e la tomba vera e propria è preceduta da un piccola anticella sempre a pianta ovale (fig. X). All'esterno è visibile un accenno di prospetto architettonico, dato da due piccole paraste ricavate sulla parete rocciosa e adesso molto erose. Il tetto è piano, l'apertura si presenta perfettamente ovale. Gli assi misurano m 2,10 e m 2,20, l'altezza massima m 1,18. La settima tomba (fig. X, tav. X) si apre in un massiccio roccioso a O dell'altura. È molto simile alla precedente in quanto presenta lo stesso tipo di anticella. La pianta è ovale con gli assi che misurano m 2 e m 1,20; il tetto è pressoché piano e l'altezza massima è di m 1,18 473845 4134916 Sirena 37.360595 14.704655
R93 Contrada Annunziata Palagonia F. 269 II SO 96 Sporadico Contrada Annunziata si estende a NO del centro di Palagonia. La ricognizione nell'area è stata ostacolata dalle estese coltivazioni di agrumeti. Si segnala il rinvenimento sporadico di ceramica arcaica e di sigillata italica 475507 4133187 Sirena n.d. 37.345051 14.723469
R94 Località Vanghelle Palagonia F. 269 II SO 114 Sporadico Località Vanghelle si estende a NO del centro di Palagonia, a S della SP 132. La ricognizione nell'area è stata ostacolata dalle estese coltivazioni di agrumeti. Si segnala il rinvenimento sporadico di frammenti di vernive nera di età repubblicana e di sigillata italica 474756 4132552 Sirena n.d. 37.339307 14.715012
R95 Contrada Margia Palagonia F. 269 II SO 124 Area di frammenti Contrada Margia si estende a NE del centro di Palagonia. La coltura estensiva di agrumeti è il principale ostacolo alle ricognizioni nell'area. Nel corso della ricognizione di un vasto terreno incolto individuato a N della SS 385, è stato possibile identificare un'area (m 20 x 15) che si presentava come una distesa di rari frammenti di tegole, ceramiche comuni e fini da mensa di età romana 478338 4132677 Sirena 20 x 15 0.03 37.340525 14.755447
R96 Masseria Scavo II Ramacca F. 269 II SO 69 Area di frammenti L'area di frammenti fittili si trova in un agrumeto ai margini della strada privata che dalla SP 209 conduce alla masseria Scavo (UT R78), proprietà situata a NE di Ramacca alla confluenza tra un torrente e il fiume Gornalunga. La ricognizione ha identificato un'area di frammenti ( m 5 x 5) caratterizzata dalla distribuzione omogenea di rari frammenti di tegole, rozza terracotta e di un solo frammento di sigillata africana D, databile dal 360 al 470 d.C. circa 479565 4140360 Privitera 2003 5 x 5 0.0025 37.409805 14.769087 anomalia su GOOGLE MAPS
R97 Perriere Sottano Ramacca F. 269 II SO 44 Area di frammenti Fattoria Perriere Sottano è una bassa collina che sorge ai margini occidentali della Piana di Catania, in località Lago di S. Antonio, sulla riva N del fiume Gornalunga, posizione assai favorevole all'insediamento; attualmente a Perriere sono visibili i resti delle strutture di una masseria e di una chiesetta di età moderna. L'insediamento a Perriere permetteva di godere della vicinanza del fiume Gornalunga, e di evitare il fenomeno dell'impaludamento che doveva essere frequente nella pianura. Il sito è stato oggetto di ricerca a partire dal 1976, quando fu segnalato il ritrovamento di industria litica attribuita al Paleolitico Superiore. Ricerche condotte in seguito dall'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria hanno identificato il sito come una stazione preistorica del Mesolitico. La maggior parte dei materiali rinvenuti durante le ricerche che hanno interessato questo sito negli ultimi anni sono custoditi al Museo di Ramacca, una parte si trova ad Adrano e un altro lotto è custodito nel Museo Civico di Ad Castello. Le ricognizioni, ripetute tra il 1996 e il 2014, hanno identificato, sul versante NE della collinetta ad O di una cava di calcare non più in attività, un'area di frammenti fittili (m 40 x 40) che si estende nel terreno incolto. I materiali rinvenuti, tra cui grande quantità di frammenti di industria litica, di schegge di selce, di quarzite e un frammento di ossidiana, sembrano documentare la presenza di un insediamento preistorico inquadrabile in un arco cronologico che va, con continuità, dal Neolitico (facies di Stentinello), come è testimoniato dalla presenza di frammenti di ceramica a decorazione incisa, alla tarda età del Rame , fino all'età del Bronzo Antico. Pochi frammenti documentano l'occupazione del sito durante l'età del Ferro; mentre una maggiore quantità di frammenti attribuibili alla facies di Licodia Eubea, fa ipotizzare la presenza di un insediamento che sembra vivere, senza soluzione di continuità, dall'VIII sec. a.C. alla fine dell'età arcaica, come indica la presenza di materiali greci d'importazione e di un frammento di ceramica attica a figure nere; i numerosi frammenti di ceramica a vernice nera, databili al V sec. a.C., attestano, inoltre, la presenza di un abitato (fattoria?). Data l'assenza di materiali riferibili ai secoli immediatamente successivi, si può ipotizzare che una ripresa dell'occupazione del sito sia avvenuta non prima del I sec. d.C., come è testimoniato dalla presenza di un frammento di Sigillata tardo-italica, e sia continuata in età imperiale (frammenti di Sigillata Africana C e D e di ceramica comune), ma l'esiguità dei materiali disponibili non permette di precisare la natura e la funzione dell'insediamento. Alcuni frammenti attestano che il sito fosse ancora attivo in età medievale 483748 4139352 Privitera 2003 40 x 40 0.04 37.400802 14.816376
R98 Masseria Bracco Ramacca F. 269 II SO 51 Area di frammenti La masseria Bracco è situata a E di Ramacca, a ca m 150 dall'argine settentrionale del torrente Mazzarella, in un'area intensamente coltivata ad agrumeto. La ricognizione è stata condotta con difficoltà, a causa della bassa visibilità e dei limiti delle proprietà. Si segnala la presenza nei muri della masseria di materiale di reimpiego, tra i quali tegole (curve e pettinate) e frammenti di marmo. Lungo l'argine del torrente è stata identificata la presenza di un'area di frammenti (m 3 x 5) nella quale si distinguevano schegge di selce, rari frammenti di rozza terracotta e tegole pettinate 479800 4138060 Privitera 2003 3 x 5 0.0015 37.389079 14.771805
R99 Contrada Spasa Palagonia F. 269 II SO 46 Area di frammenti Fattoria? L'area di frammenti fittili è compresa nella proprietà della masseria Spasicella, in Contrada Spasa, area delimitata a S dalla SS 417 e a N dalla SB 24. La ricognizione della vasta area coltivata pianeggiante (ha 169) è resa difficoltosa a causa della coltura intensiva ad uliveto e agrumeto. La ricognizione effettuata nell'area orientale della contrada ha identificato a ca m 250 dalla masseria Spasicella una rada area di frammenti fittili che si estende su un terreno coltivato ad agrumeto (m 80 x 100) che occupa in parte una bassa collina. Il raro materiale rinvenuto, in pessimo stato di conservazione, è costituito per la maggior parte da pareti classificabili come rozza terracotta, di cui non è possibile identificare la forma e la cronologia, e ceramica comune e fine da mensa inquadrabile tra il III e il V sec. d.C. 479800 4138060 Privitera 2003 80 x 100 0.87 37.381711 14.804965